PERVERSIONE

Di Piergiorgio Marchiori

Ossia come mi sono salvato dal diventare spazzatura domenica 16/11/08
Una tragedia ti regala la felicità e il più dolce dei pensieri ti devasta la vita. Deus non vides tamen opera eius.

Pedalo tagliando l’aria pizzichina, cantando un poco per celia ed un poco per non morir.

Allontanato da casa un cinque minuti già penso di fare una chiacchieratina, con qualche plantigrado mattutino quando in lontananza mi vedo venire incontro un camion fiammante della Veritas (nda= spazzature) munito delle spazzole ferree rotanti, come armi rumorose di droidi, per la pulizia delle strade. A bordo un unico operatore giallo vestito con la siga in bocca. Osservo e subito mi scopro perplesso, quella sorpresa che si accompagna sempre ad una metastasi di stupore a stadi progressivi. Si perché da troppo tempo ho alimentato un’intolleranza per le cose malfatte e l’inconscio subito  si sbriciola nelle sue varie anime: quella pessimista che grida “nooooooo, non è possibile!”. Quella ottimista che gorgheggia “Ciapa qua, varda che maestro!”. Quella cinico-sarcastica che irride ” Vedi mo’, che gran botta di culo”. Ho trovato anche oggi con chi conversare, quello che ci voleva!

Chiedo al brav’uomo per il finestrino: – lavoro straordinario, bella macchina, poi passa anche sull’altra strada lercia? la mia strada che ogni notte misteriosamente si copre di monnezza tipo Napoli?
– mmmhh, cavate ciò !-

Trasalisco sentendolo mentre osservo l’inutile lavoro in corso con il pesante veicolo che ondeggia tra le macchine in sosta  scagliando scintille tra gli spruzzi d’acqua dei getti sottostanti per  la polvere, solamente per raccogliere qualche cartina e qualche cicca nei rari bordi puliti. A quel punto la schizofrenia dilaga  come i frammenti di un incidente stradale e mi ritrovo con la mia bici a superare l’automezzo in questione che prosegue rombando nella deserta via nitida, anzi già PULITA! Sentivo che i miei missili Maverik per le Top Gun non potevano più attendere.
Mi piazzo con la bici attraverso la traiettoria che il camion deve seguire, ad alcuni passi davanti e attendo fin che si ferma a 2 metri di distanza. Il pilota assume la postura stravaccata di un grande infartuato e a faticosamente sporge la testa dal finestrino in una truce postura sbilenca e un occhio chiuso per il fumo che spiralava; c’avete mai fatto caso come si predicano le inibizioni?
Pareva un pulsante e un  gigantesco joystick di carne entro il cassone verde; immaginato come la cloche di un F-15!
– Vorrei sapere perché fate questo lavoro poco utile al posto di uno necessario! – esordisco mielosamente.
– Parché? Lu non conta niente. Chi sestu ?- sono un borghese qualsiasi che vuol capire come vengano spesi i propri soldi delle tasse!- va a dirlo al sinnnico! – speto che il sinnico venga qua a dirmelo lu! – Ciooo ! voto che te coppa?  desso te meto soto e cossì te rivi direto in tel leamaro! – disse sputando cicca e parole mentre diventava rosso come un semaforo.
Potevo attendere la conferma della mia mascolinità rischiando che la moglie mi ingiuriasse venendo a trovarmi in ospedale ? No! credo onestamente di no, specie se il camion ha più di 300 CV. Dunque c’è una correlazione tra le due cose! Per niente ho fatto il tecnico per una vita. Quindi mentre Tom Cruise entra in crisi depressiva per i sensi di colpa correlati all’errato lancio del missile Maverik l’imposizione mi scopre in contrasto con un secondo, inatteso e imbarazzante istinto: quello di lasciarmi andare, sottomettersi e farsi usare senza più orgoglio, come uno strumento passivo. Vince  questo perverso e sofisticato  AIM-54 Phoenix contro un caccia MIG 21.

La mia bicicletta  mette in moto i pedali da sola , lascio il torneo sibilando di rabbia come la turbina di un jet. Che ragionamento di merda, penso, e quasi per contrappasso stampo una musata contro una insegna stradale, una sindone perfetta, seguita dall’olocausto di spalle, nuca, schiena. Nema problema, il mio corpo si è addestrato da una vita per affrontare simili imprevisti, perciò è con fierezza che ogni muscolo risponde alla chiamata: ignoro il dolore come Rambo e le gambe si piegano in una spettacolare flessione shaolin. Grugnisco? Smadonno? Di tutto un po’, probabilmente! Ma solo per un istante perché subito dopo mi sento attratto dal piacere di sperimentare un’altra avventura nell’aria fresca mattinale. Vizio o virtù ? Non mi mancherà il tempo per scoprirlo.

Piergiorgio Marchiori