NUBE DI PASSERI – LA PROFEZIA DELLA DAMA SHIZUKA

TAKASHI MATSUOKA

   Nel 1861 nella baia di Edo (l’odierna Tokyo) approda una nave a vapore con tre missionari americani, decisi a evangelizzare il Giappone, da poco riapertosi ai contatti con gli stranieri.

   La giovane Emily Gibson è in fuga dal passato, dove la sua notevole bellezza ha attirato le attenzioni di uomini meschini e violenti, compreso il padre adottivo. Matthew Stark, nonostante le assicurazioni ai superiori sul proprio zelo missionario, ha con sé delle pistole, che maneggia come un consumato pistolero, e sembra giunto in Giappone per un suo scopo, alla ricerca di qualcosa, o piuttosto di qualcuno, ben preciso. Li guida Zephaniah Cromwell, anziano fidanzato di Emily, animato da autentico fervore religioso, e proprio per questo assolutamente incapace di comprendere e accettare altre culture.

   Ad attenderli sul molo c’è il nobile Genji, a capo del clan Okumichi. Il clan, che governa il minuscolo feudo di Akaoka, gode del rispetto dei vicini a causa del dono della preveggenza che avrebbero i suoi esponenti, che ha permesso loro di sopravvivere a secoli di faide e lotte intestine, scegliendo sempre la parte giusta da cui schierarsi. Ma il clan ora sembra versare in una crisi profonda. Il nobile Kiyori, nonno di Genji, è morto. Suo figlio Shigeru, zio di Genji, in preda a vivide allucinazioni dove ha visto uccelli d’acciaio volare sulle città e incendiarle, oppure gruppi di uomini scendere sottoterra per infilarsi in velocissimi tubi metallici, ha massacrato la famiglia prima di avvelenare il padre. La conduzione del clan è passata così al giovane Genji, che sembra più interessato al sakè e alle geishe che a difendere il feudo dai suoi nemici.

   Il nonno gli ha fatto studiare l’inglese su vecchi libri reperiti dai mercanti europei, convinto che gli stranieri giocheranno un ruolo fondamentale nel futuro del Paese e della sua famiglia. L’unica che sembra interessata a Genji è la bellissima geisha Heiko, ma il fatto che in realtà sia una temibile ninja al servizio della polizia segreta dello Shogun non migliora la situazione.

   Ma in una terra di sotterfugi, tranelli e falsi formalismi la verità è proprio quella che appare in superficie, o sotto si nasconde dell’altro? Genji è veramente un debosciato come sembra a prima vista? La geisha Heiko è interessata a lui solo per calcolo, o c’è dell’affetto sincero? E il capo della polizia segreta, l’ha inviata solo per eliminare Genji al momento opportuno, o c’è dell’altro? E i missionari americani, come si inseriscono in questo puzzle intricato? E cosa nasconde Jimbo, il monaco straniero venuto in Giappone anni prima, proprio dall’America?

   Il romanzo ha una struttura singolare, per la quale non esito a paragonarlo a Lost, con frequenti flashback che ricostruiscono il passato dei vari personaggi, e aiutano a capire come interagiranno in futuro, e con premonizioni (dovute al dono del clan), che anticipano il destino di alcuni protagonisti, senza togliere il gusto della lettura, e senza attenuare la sorpresa per i numerosi colpi di scena. La narrazione alterna momenti di struggente malinconia a scene d’inusitata e crudele violenza, e tuttavia plausibile nel mondo dei samurai (e della frontiera americana) alla metà dell’Ottocento. 

  Il libro è tuttavia pervaso da una tristezza di fondo, perché il dono del clan di vedere il futuro sembra piuttosto essere una maledizione, perché anche se si conosce il futuro non c’è modo di cambiarlo: quello che è scritto nel destino si deve compiere, e va accettato, per quanto doloroso possa essere.

“Tu credi che la conoscenza del futuro e quella del passato siano due cose contrapposte”.
“Sì” disse il signore del dominio.
“In realtà sono la stessa cosa.”
“Sciocchezze. Il passato è già successo. Il futuro deve ancora venire. Come possono coincidere?”
“Se conoscessi il passato, potresti cambiarlo?”
“No, naturalmente.”
“Dunque, come può il fatto di conoscere l’inevitabile essere diverso dal sapere quello che è già accaduto?”


LA PROFEZIADELLA DAMA SHIZUKA

   Al primo romanzo Matsuoka ne ha fatto seguire un secondo, il cui titolo originale era il poetico Ponte d’autunno, sostituito in italiano dal più prosaico La profezia della dama Shizuka.

   In questo secondo romanzo l’autore riprende le vicende del primo, dandone una diversa chiave di lettura, e racconta il proseguo delle vicende svelando la sorte di alcuni personaggi, mentre per altri il cui destino era già noto colma i buchi nella narrazione. Il tutto si lega alla progenitrice del clan, la dama Shizuka vissuta nel XIII sec., la quale in una raccolta di antiche pergamene, Ponte d’autunno, avrebbe svelato il futuro del proprio clan in particolare nella seconda metà del XIX sec., proprio il periodo in cui si situano le vicende narrate nel romanzo. Sarà proprio il ritrovamento di questi scritti, apparentemente fortuito, a dare alla storia un indirizzo ben preciso.

   Sebbene l’autore si spinga fino alla metà del Novecento, a una lettura più attenta i punti interrogativi suscitati da questo secondo romanzo sono più dei punti oscuri chiariti, quindi è probabile che lo scrittore abbia in mente un terzo romanzo, anche se queste opere non sono state concepite come una saga, e il secondo sembra essere nato sulla scia del successo del primo, che ha spinto l’autore, americano di origini giapponesi, a diventare scrittore a tempo pieno lasciando il suo impiego di guardiano di un tempio buddhista.

   Il futuro che per noi, a differenza degli esponenti del clan Okumichi, non è già scritto, ci darà una risposta.

Adriano Ardit

La Profezia della Dama Shizuka

Takashi Matsuoka
Sperling Paperback
Ed.italiana 2007 – Ppgg 493
€ 11.50

Nube di Passeri (2002)

Takashi Matsuoka
Sperling & Kupfer – Ppgg 494
€ 17.50