LA MIA MAMMA È SPECIALE

(Mia mamma ha il Parkinson)
di Rossana Leone

Quando una malattia entra nelle case e colpisce un giovane genitore anche i piccoli ne sono travolti. Possono spaventarsi; non comprendere alcuni comportamenti degli adulti e temere di perdere l’affetto del genitore; sentirsi in colpa dell’accaduto perché non sanno cosa sta succedendo.

Mi sono più volte chiesta come dire ai bambini che la loro mamma o papà hanno il Parkinson. Trovo che niente sia meglio che ritornare bambini per trovare le parole per farlo ed in questo libro parla proprio una bambina che ha la mamma col Parkinson.

PERCHE’ TREMI?

Una domanda a bruciapelo come solo un bambino può fare per soddisfare la sua naturale curiosità nella comprensione di fatti e cose che lo circondano. Una domanda che mi sono sentita rivolgere da un bambino di quattro anni.

Mi ero chinata sulle ginocchia, come al solito faccio, per stare ad altezza viso del piccolo interlocutore, quando la gamba destra ha cominciato a tremare. Era già accaduto altre volte, in altre circostanze, ma tale sintomatologia non era ancora stata riconosciuta come probabile effetto di una malattia in atto.

Ad ogni modo la mia sensibilità d’insegnante mi aveva fatto comprendere che c’era nella domanda un implicito bisogno di rassicurazione. Così ho provveduto a dare una risposta che potesse soddisfare tale bisogno.

“Vero. La mia gamba trema. Non è in una posizione comoda; adesso mi sposto e vedrai che non tornerà più”.

È stato sufficiente un piccolo movimento per far cessare il tremore. Ogni risposta va calibrata alla domanda che viene rivolta, non c’è bisogno di aggiungere più di quanto il bambino voglia sapere. Queste preoccupazioni sono dell’adulto che vuol spiegare a tutti i costi.

Quando lo riterrà opportuno sarà il piccolo a cercare altre risposte in forma diretta o indiretta, come ad esempio attraverso la lettura di una semplice storia su una malattia non di facile comprensione per gli adulti, ancor meno per i piccoli.

Ciò che più mi preme ed ho voluto fare con questo libro è dare un messaggio rassicurante ai bambini.

Rossana Leone
[email protected]

Il primo elemento prezioso di questa opera è la delicatezza con cui l’Autrice parla al “bambino”, ciòè frutto di una sensibilità grande, acuita e affinata dalle sofferenze personali elaborate profondamente.

Un altro elemento prezioso è la fiducia che l’Autrice ripone nel “bambino”! Il messaggio è: per quanto piccolo egli sia, il bambino può capire quello che gli accade intorno, se l’adulto al quel si rivolge è autenticamente disponibile all’ascolto e ha volontà di fornirgli risposta adeguata alla sua precisa richiesta di conoscenza.

E’ proprio questo il compito inderogabile dell’adulto educatore: dare elementi adeguati perché il bambino possa conquistare strumenti attraverso i quali condursi verso una gestione del dolore e così non rimanere preda dei fantasmi e impigliato nella confusione.

Grazie a tale aiuto il bambino non subisce la malattia e questa non diventa catastrofe né per colui/colei che è ammalata/o e neppure per la bambina/il bambino che subisce la carenza di accudimento!

La malattia, quando è condivisa nella comprensione dei suoi affetti, diventa occasione di maturazione, di sviluppo dell’empatia e infine di crescita.

Un elogio anche per le illustrazioni, dell’Autrice stessa, veramente edificanti ed espressive! Questo disegnare, nato certamente dalla creatività e dal talento, è maturato nel lavoro continuo, che permette alla mano di curare il segno secondo quello che l’Autrice vuole esprimere.

E’ questa un’opera che, seppure indirizzata ai bambini, è altrettanto fruibile e utile agli adulti, a tutti gli adulti perché fa pensare, ma soprattutto è indispensabile per gli adulti che hanno il compito gravoso e meraviglioso di educare!

L’augurio dunque che questa opera possa raggiungere ogni classe di lettori e possa accompagnare ed essere di aiuto/sostegno non solo per coloro che dalla vita sono obbligati a imbattersi nella malattia, ma per tutti!

Miranda Ottobre Gastaldo


Rossana Leone, nata nel 1958, di origini pugliesi, vive nel Veneto da più di 30 anni. Insegnante nella scuola dell’infanzia ha affronta6to un lungo precariato concluso nell’anno scolastico 2011/12 con la nomina in ruolo. Proprio nel 2012 ha avuto conferma di essersi ammalata di Parkinson.

Lavorare con i bambini l’ha aiutata ad affrontare questa malattia consentendole di trovare un tempo in cui gettare alle spalle i problemi ed essere totalmente con loro. Il loro affetto l’ha protetta dagli effetti di una patologia alquanto complessa, variegata ed altrettanto sconosciuta come il Parkinson.

Questo ha spinto l’autrice a scrivere un libro che potesse parlare di Parkinson ai bambini toccando con delicatezza le implicazioni che comporta nelle relazioni familiari e nella sfera affettiva.