Il Tatuaggio: Arte o Moda ?

A cura di Francesco Pietroluongo
Servizio Fotografico di Telemaco Arangino

Nessuno si tatua per diventare più brutto, né per masochismo. Chiunque si tatua, lo fa per dare a se stesso qualcosa di più: per essere più bello, per sentirsi e apparire più forte, più sexy, per dare sfogo a un dolore, un lutto, una gioia, un amore, per scongiurare una paura, un pericolo o per gioco… Ci si tatua per esprimere i sentimenti più seri e profondi e per quelli più superficiali e frivoli.”

Luisa Gnocchi Ruscone

Simbolo di forza, simboleggia la vittoria su una malattia
Copyright “Tattoo & Piercing” di Simona Sarritzu

Il Samurai

Ho sempre osservato con prudenza le persone tatuate, per quella scelta di avere indelebilmente “tinto” la propria pelle. Mi hanno sempre dato la strana idea di voler ostentare chissà cosa, attraverso il disegno scelto. Tuttavia, a metà Marzo di quest’anno, quando iniziai un affiancamento per un lavoro, ebbi la fortuna di conoscere Gianni: collaboratore di un negozio di tatuaggi taTtoo e percingpresente a Quartu S. Elena in provincia di Cagliari. La sua compagna Simona, TATUATRICE professionista, assieme a Carlo e Giuseppina, “dipinge” la pelle delle persone che si fanno incidere disegni o frasi, più o meno elaborate e dai significati più disparati.

Per ridimensionare il mio atteggiamento verso i tatuati -e indirettamente verso i tatuaggi- mi sono interessato all’argomento; leggendo “TATTOO”, il libro di Luisa Gnocchi Ruscone, ho così scoperto che questa pratica ha antiche origini culturali, che ancora oggi supportano i significati di alcuni disegni. In numerose tribù tribali –scusate il bisticcio di parole- l’usanza è ancora in vigore; particolarmente nel Borneo dove alcune simbologie dei tatoo sono da attribuirsi anche a “semplici” funzioni protettive.

Il Borneo

L’arte del tatuaggio ha origine antiche, ma la sua scoperta risale “solamente” al lontano 1744, quando il Capitan James Cook rientrando, dal suo viaggio nell’Oceano Pacifico, portò con sé il Principe Indigeno OMAI, con lo scopo di far conoscere al mondo occidentale quest’arte sconosciuta. Omai aveva, infatti, il corpo ricoperto di TATTOO (tatuaggi: termine coniato dallo stesso Capitano); la sua vista provocò molto scalpore: chi ne fu ammirato, chi infastidito; ciò nonostante da lì a poco tempo in tutte le fiere europee e delle Americhe apparvero uomini e donne tatoo, che presero a cimentarsi in una specie di gara d’abilità su chi avesse il corpo più tatuato. Fiutando l’affare gli stessi marinai si indottrinarono sui procedimenti, cosicché in ogni porto iniziarono a sorgere negozi di tattoo, ovviamente gestiti da –ormai- ex marinai.

Tattoo del Borneo

La nuova moda prese piede e, con essa, anche una folle corsa all’esibizione, che maturò nella gente la voglia di recarsi in luoghi lontani e sperduti per farsi tatuare dai Grandi Maestri, così da tornare in patria ed essere poi ammirati. Concorsi del tipo “L’UOMO PIU’ TATUATO DEL MONDO” erano all’ordine del giorno, tra Nazioni e tra Continenti. Infine, si deve soprattutto alla fantasia dei marinai la nascita delle leggende intorno a questa pratica, questi, infatti, si divertivano a raccontare storie di rapimenti e di “tatuamenti” forzati da parte di tribù indigene.

Dopo Capitan Cook altri esploratori partirono alla ricerca di nuove popolazioni e nuove forme di tatuaggio.

Mentre un tempo il tatuaggio rappresenta significati di carattere religioso o iniziatico, oggi si è persa quasi del tutto questa conoscenza, e la sua pratica è diventata più una MODA che un’evocazione simbolica.

Scrive Luisa Gnocchi Ruscone:

Il vero tatuaggio primordiale è quello TRIBALE in cui ognuno di essi ha un significato ben preciso, un tattoo che può essere inciso solo ed esclusivamente a certe persone ed in determinate circostanze e applicato durante riti o cerimonie a cui partecipa tutta la collettività.

Un messaggio sociale attraverso il quale l’individuo comunica “qualcosa di sé”, il suo ruolo, il suo rango, il suo stato civile, il mestiere, chi si è distinto per coraggio o destrezza in guerra o in caccia.

Nel Borneo per il Matrimonio, l’uomo sfoggia i suoi tatuaggi.

Durante il rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta i ragazzi erano sottoposti a dure prove di coraggio (bijalai) basate sulla sopportazione del dolore e della fatica.

Venivano successivamente mandati soli nella giungla per qualche settimana e dopo avere dimostrato di essere capaci di sopravvivere autonomamente diventavano adulti e acquisivano il diritto a tatuarsi.

Il tatuaggio simbolo dell’avvenuto passaggio era il “gancio” (kowit) sul polpaccio: era indispensabile per sposarsi, infatti una ragazza poteva rifiutare come marito un giovane che non lo avesse.”

Ecco alcuni significati simbolici dei vari tatuaggi:

Tatuaggio Etnico: Solitamente, sono segni che raffigurano il luogo di nascita o l’appartenenza di una persona. E’ rappresentato da una bandiera, uno stemma, uno stendardo, oppure da un simbolo o da un nome

Tatuaggio Simbolico: Si tratta di segni scaramantici o mitologici, che arrecano beneficio o racchiudono significati speciali. Tra questi vanno ricordati il cuore, le stelle, il sole e la luna.

Tatuaggio Religioso: Generalmente sono segni collegati alla religione cattolica, come croci, santi, madonne, angeli o mani giunte in preghiera. Sono di solito collegati alle iniziali del soggetto.

Tatuaggio D’Amore: Tatuaggi che ricordano la persona amata o il grande amore mai corrisposto. Piccoli simboli classici come i fiori, il cuore trafitto, oppure con iniziali e il nome della persona amata

Tatuaggio Vendicativo: Diffusi in particolare tra i detenuti e i membri di un clan o di una banda. I disegni rappresentano in genere pistole, pugnali, rasoi, tombe, teschi e frasi più o meno esplicite.,

Tatuaggi Di Bellezza: Sono disegni puramente decorativi, che valorizzano e abbelliscano determinati parti del corpo. Un ornamento particolare e indelebile per sentirsi più attraenti

Tatuaggi Di Disprezzo: Vengono fatti per ricordare il torto subito o la persona che l’ha commesso. La scritta “Odio” sulle nocche delle dita è un classico di questo genere di tatuaggi.

(Estratti dal sito http://tatuaggi.altervista.org/)

Scorpione: Copyright di Simona Sarritzu
Cane Drago: Copyright di Simona Sarritzu

Sono stato nello studio dell’Amico Gianni, per osservare gli “scultori della pelle” all’opera, ma anche per parlare con le varie (e vi garantisco che sono davvero particolari) persone che man mano si succedevano sulla sedia dell’artista.

A parte una ragazza che affermava di voler nascondere una cicatrice causata da un intervento chirurgico, decisamente antiestetica, la maggioranza degli intervistati si faceva tatuare per MODA; una più esile schiera, invece, si faceva tatuare per onorare la nascita o la perdita di un figlio, o di una persona cara. Ma è la MODA, comunque, che la fa da padrona nella maggioranza dei casi. Ma quando questa passerà come si potrà rimediare a certi scempi della pelle?

La risposta è il BRANDING e ci arriva dall’isola più famosa d’Europa, la Gran Bretagna, anzi da Londra, la “City”, che lancia le mode per eccellenza.

UN’ALTRA ARTE PER L’ABBELLIMENTO DEL CORPO

Branding

Il BRANDING è un metallo arroventato che scarnisce la cute lasciando segni permanenti. Originario dell’Inghilterra, sta spopolando anche in Spagna e presto prevarrà –forse sulla moda del tattoo – in tutto il vecchio continente. D’altra parte Londra è sempre stata l’origine delle tendenze del momento, la terra da cui tutto ebbe inizio, come il soccer, ed ecco sfoderata un’altra novità. Se prima a patirne le dolorifiche pene degli inferi, senza volerne farne uso erano gli schiavi, gli eretici o gli ergastolani, oggi ci si “sacrifica” per libera scelta, supportando mille gradi centigradi di dolore in nome di un disegno “marchiato” a vita sull’epidermide. Comunque, è possibile cancellare i tatuaggi, come mi hanno assicurato i tanti esperti, ma non i marcamenti a ferro e fuoco!

Il Branding, però, non è del tutto innocuo; la dermatologia, infatti, afferma che la nuova moda potrebbe provocare danni di vario genere: ad esempio danni di natura funzionale agli arti, sia inferiori che superiori, perché la bruciatura potrebbe creare un ostacolo alla normale attività degli stessi.

Anche il piercing e la nuova moda dell’IMPIANT, consistente nella modifica quasi totale del proprio corpo per mezzo d’impianti di metallo o silicone infilati sottopelle, possono danneggiare l’organismo.

Così come si può “cancellare” un TATUAGGIO, anche rimediare a un BRANDING è possibile, basta ricorrere alla CHIRURGIA PLASTICA!!!! E se col tempo anche questa ci viene a noia possiamo sempre ricominciare da capo.

In conclusione, torniamo a dare alle cose il loro antico (e giusto) valore, senza alterarne la simbologia né, tanto meno, farne un uso improprio.

TATTOO & PIERCING”

Copyright

di Simona Sarritzu

Il nome della figlia amata e tanto desiderata e finalmente arrivata

Due ferite da arma da fuoco a simboleggiare “ferite d’Amore”

COPYRIGHTTATTOO & PIERCING”

di Simona Sarritzu

Via Marconi 426 Quartu S. Elena –Cagliari-

Per Informazioni: Cell. 333.6248523

R i n g r a z i a m e n t i

A Luisa Gnocchi Ruscone, autrice del libro “TATTOOEdito da Oscar Mondadori, senza il quale non avrei mai potuto realizzare questo articolo né modificare le mie idee sui tatuaggi e i suoi cultori. Resto contrario, nonostante tutto, a tatuarmi, ma oggi vedo, comunque, con maggior rispetto chi lo fa.

Agli Amici Giannie Simona, quest’ultima titolare del negozio “tatoo e percing” i quali chiacchierando di tatuaggi e di questo mondo sommerso, mi hanno stimolato la ricerca per conoscere, e far conoscere, quest’antichissima arte, i suoi meriti e, soprattutto, i suoi significati originari.

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