IL SINODO DEL CADAVERE

Andrea Bavaresco

Papa Formoso nacque ad Ostia nel 816 e morì a Roma nel 896 e fu il 111esimo Papa della Chiesa.

Suo malgrado, Papa Formoso è il protagonista di quello che fu uno dei più macabri episodi della storia pontificia.

Per capire i truci risvolti della vicenda di Formoso bisogna brevemente accennare alla situazione politica italiana del tempo.

Il Regno d’Italia comprendeva allora la sola parte settentrionale della penisola e la corona spettava usualmente (ma non sistematicamente) allo stesso re di Germania. Il resto del territorio era diviso tra il Regno della Chiesa, i ducati di Spoleto e Benevento e ciò che restava dell’impero bizantino.

La stessa frammentazione politica accompagnava la vita del regno di Germania, diviso in diverse marche e ducati e privo di una dinastia imperiale legittima dopo la scomparsa dell’ultimo sovrano carolingio. Ascendere alla corona tedesca e quindi alla probabile successiva corona d’Italia si rivelava dunque assai problematico e portava a inevitabili scontri con altri concorrenti determinando un’elevatissima tensione politica.

Nello stesso periodo la Chiesa viveva un momento di relativa debolezza e di progressiva impotenza nei confronti delle nobili famiglie romane e ducali della penisola. La continua ingerenza di tali casate arrivò ad influenzare regolarmente per più di un secolo la salita dei pontefici come mai nella storia del papato.

L’ultimo quarto del IX e la metà del X secolo videro la stagnazione di questo scenario geopolitico.

Infine bisogna ricordare come, per essere proclamati solennemente imperatori unendo quindi corona di Germania e d’Italia, bisognasse essere legittimati dalla consacrazione papale. Si capisce quindi come il trono dei due regni e il soglio pontificio e gli uomini che manovravano gli intricati giochi di potere che si celavano dietro a queste tre realtà, fossero parte di un unico grande progetto.

  Qualunque pretendente al titolo imperiale quindi, avesse anche goduto di una solida potenza militare, doveva preoccuparsi di godere del favore delle famiglie nobiliari della capitale e di riuscire a insediare magari sul soglio papale una personalità a lui gradita.

Immediatamente prima dell’elezione di Papa Formoso le due figure più potenti nella penisola erano quelle di Guido da Spoleto e Berengario del Friuli, il quale nel 888 ottenne il trono d’Italia che detenne fino al 924 anche se più volte gli fu temporaneamente strappato.

Nello stesso anno scese in Italia un altro pretendente al trono imperiale, il re dei franchi Arnolfo di Corinzia, al quale Berengario giurò fedeltà, ipotecandogli così una prossima ascesa al titolo d’imperatore del Sacro Romano Impero. L’anno seguente però il titolo reale italiano passò a Guido di Spoleto, avversario acerrimo sia di Arnolfo che ovviamente di Berengario, grazie all’appoggio di Papa Stefano VI, alleato fedele di Guido, che nel 891 lo incoronò imperatore del Sacro Romano Impero.

E’ in questo momento che entra in scena la figura di Formoso. Poche settimane dopo la solenne investitura di Guido, Formoso diventò vescovo di Roma. I rapporti fra Guido e Formoso non  erano però dei migliori; anzi entrambi nutrivano astio nei confronti dell’altro a cui andava sommata l’amicizia che legava il nuovo Papa con Arnolfo di Carinzia.

La prova di forza di Guido con cui costrinse Formoso a riconfermare la sua consacrazione imperiale precedentemente concessa da Stefano V, fu l’atto finale di un rapporto già precario. Formoso persuase Arnolfo a scendere nel 894 in Italia per liberarla dall’egemonia di Guido offrendogli la corona imperiale. Nello stesso anno Guido morì lasciando contro il nemico il figlio Lamberto e la moglie Ageltrude. Nel 896 Arnolfo portò a compimento la sua campagna militare italiana e si fece incoronare imperatore da Formoso, il quale morì qualche settimana dopo. Gli successero Papa Bonifacio VI che morì dopo sole due settimane (il secondo pontificato più breve della storia), e Papa Stefano VII.

Papa Stefano VII fece riconoscere Lamberto imperatore visto la grande influenza che la famiglia degli Spoleto aveva presso il nuovo Papa e molte famiglie romane. Infine sotto la pressione di Lamberto e Ageltrude, Stefano VII istituì il cosiddetto “sinodo del cadavere”, un vero e proprio processo a carico dell’ormai defunto Papa Formoso, che si tenne nel gennaio del 897.

Il cadavere dell’ex pontefice fu riesumato, gli furono imputate accuse di sacrilegio e fu ripreso un atto di scomunica a suoi danni ritirato oltre vent’anni prima. Il carattere del processo era ovviamente a sfondo “politico” intendendo punire Formoso per il suo appoggio ad Arnolfo nell’intento di spodestare Guido, padre dell’attuale imperatore Lamberto.

La mummia fu riesumata, abbigliata con le vestigia papali e posta su un trono nella basilica di San Giovanni in Laterano davanti alla presenza di cardinali e vescovi presieduti da Papa Stefano VII. Furono presenti addirittura l’avvocato difensore, lo stesso imperatore Lamberto e il popolo romano. Ovviamente l’imputato non rispose ad alcuna accusa e ciò bastò per ritenerlo condannabile. Il giudizio finale fu che l’ex pontefice fu indegno della carica pontificia: gli furono strappati gli abiti, tagliate tre dita e fu trascinato dalla folla e buttato sul Tevere.

Agli inizi del nuovo secolo gli atti presi contro Papa Formoso vennero riconfermati da Papa Sergio III, uomo presentatoci come immorale e dissoluto e perciò dopo il suo pontificato Papa Formoso venne finalmente riabilitato dalla Chiesa.

Andrea Bavaresco