IL PRIMATO DI LINDBERG

AVIAZIONE

Quando saliamo su di un aereo per viaggi, cosa oramai abituale anche per molti ragazzi, vediamo persone immerse nella lettura, altri dormono, altri mangiano e solo raramente qualcuno assorto ad osservare fuori dal finestrino per seguire le parti mobili dell’aereo o i contorni dei luoghi sorvolati. Nessuno forse pensa che la storia dell’aereo è recentissima, con notevoli progressi in buona parte conseguiti per le necessità delle guerre mondiali.

Dopo la sua nascita ufficiale con il primo volo del Flyer dei fratelli Wright il 17 Dicembre 1903, si sono susseguiti tentativi continui, e tutti a quel tempo artigianali, per superare i record di velocità, altezza e distanza; tutti questi erano normalmente accompagnati da fama e ricchezza.

Uno dei più noti è quello della prima trasvolata senza scalo dell’Atlantico, New York-Parigi, ad opera di Lindberg (Detroit, 4 febbraio 1902 – Maui, 26 agosto 1974) il 20 Maggio 1927 con l’aereo Ryan NYP denominato Spirit of Saint Louis. Si deve subito far notare ch’egli è solo stato fortunato a battere nel tempo altri competitori e specialmente a non subire la sorte di molti altri concorrenti altrettanto e forse più preparati che …sparirono nel nulla dopo il decollo. Per vari motivi dovuti a maltempo, guasti meccanici, errori di rotta. Il volo di allora doveva contare sulla sorte, l’ardimento e l’improvvisazione oltre che sulla bussola e qualche tubicino di vetro parzialmente riempito con alcol colorato per indicare l’assetto dell’aereo. Tra l’altro ancora non s’erano accorti che il carrello fisso sprecava quasi il 40 % della potenza del motore e quindi del combustibile. Di questo era piena l’ala e la fusoliera, principalmente un serbatoio volante insomma sul totale di oltre 2300 Kg comprendenti pilota, 5 panini e 2 borracce d’acqua.

In realtà Charles Lindbergh non era l’unico a pensare che la soluzione del monoplano monomotore fosse la scelta ideale. Aveva raggiunto una buona esperienza come aviatore per la posta. Si sentiva stimolato al record della prima trasvolata atlantica senza scalo per il premio di 25.000$, messo in palio fin dal 1919 da Raymond Orteig, imprenditore appassionato di aerei e di voli pionieristici.

Data la distanza da coprire, 5750 chilometri, era molto difficile decidersi per uno o due motori; uno solo equivale a meno consumo, ma minore peso e affidabilità, specie per un propulsore di quel tempo.

Il decollo riuscì per miracolo sfiorando i fili elettrici alla fine della fangosa pista di decollo. Il volo era a vista a qualche decina di metri sopra la superficie liquida e il nostro eroe doveva fare i conti con un abitacolo non riscaldato, il rumore assordante, la strumentazione minima, l’immobilità, la stanchezza e il sonno, con qualche allucinazione per lo stress.

L’aereo era molto instabile a causa del combustibile ed aveva necessità di continue correzioni per non finire in mare; cosa che non consentì la minima disattenzione durante tutte le 33 ore, 30 minuti e 29.8 secondi, con velocità media di 188 km/h, che lo portarono allo stremo della resistenza. Ma alla fine, con il foular della fidanzata Anne Morrow e con qualche litro di benzina residua dei 1609 di partenza, consumata per lottare contro i venti sfavorevoli, la pioggia e la nebbia, toccò terra tra i riflettori e il delirio della folla come impazzita e fu…la gloria, il trionfo, il premio, la soddisfazione.

Il tempo che egli impiegò per la trasvolata oggi basterebbe per compiere senza fatica o quasi 2 volte il giro della terra.

Prima di lui hanno tentato Renè Fonk che si schiantò al decollo per il troppo peso e Nugusser – Coli che sparirono in mare. L’eccitazione che circondava questi voli era alimentata soprattutto dal rischio.

Lindebergh promosse la famosa compagnia aerea TWA e lo sviluppo degli aeroporti in molte città. La moglie di Lindbergh Anne Morrow, romanziera di successo, fu copilota in diverse imprese aeree del marito e autrice di libri di memorie sulle loro pionieristiche avventure di volo. Animati da spirito d’avventura, nell’ aprile 1930 i Lindbergh stabilirono il primato di velocità transcontinentale, volando da Los Angeles a New York in 14 ore e 45 minuti. Anne era incinta di sette mesi e fu la prima donna ad essere insignita della medaglia d’oro della National Geographic Society per le sue trasvolate. I coniugi Lindbergh ebbero sei figli.

Uno dei suoi figli fu rapito ed ucciso nel 1932 in circostanze misteriose, poi parteggiò per la Germania e risultò inviso all’opinione pubblica americana, ma dal 1941 in poi combatté con i piloti americani nel Pacifico trasmettendo agli altri piloti preziose nozioni di volo.

Non vanno scordati nemmeno altri coraggiosi piloti che dopo di lui si cimentarono in analoghe imprese riuscite, anche se meno famose, ma spesso terminate tragicamente; caduti ardimentosi che affrontavano i rischi sorridendo e che con il loro sacrificio ci consentono le comodità odierne, che esigiamo come scontate, nell’indifferenza verso chi ci ha tracciato le strade del cielo.


LO SPIRIT OF ST LOUIS

Caratteristiche dell’aereo

– Muso riprogettato per ospitarvi un serbatoio maggiorato, assieme ai tre serbatoi nelle ali, ed un altro in fusoliera… Questa modifica impediva la visione anteriore al pilota, che poteva contare solo sui finestrini laterali ed un artigianale “periscopio” orizzontale a specchi per poter vedere anteriormente.

– Motore radiale 9 cilindri Wright J-5C Whirlwind 240 CV.

– Aperture alare 14,02 m

– Lunghezza 8,36 m

– peso a vuoto 975 Kg

– Peso al decollo 2379 kg

Charles Lindbergh e il suo aereo Stampa artistica

In questa foto si può notare l’assenza di finestrini anteriori, e le teste dei cilindri esposte al raffreddamento dell’elica bipala.

Charles Lindbergh – Stampa artistica

In questa, oltre a qualche particolare del muso, una bella immagine del giovane pilota assorto e composto, come da suo personale stile. Queste caratteristiche contribuirono a fargli ottenere i finanziamenti per la storica impresa.

Oltrepassato l'impossibile 
su ali di cielo 
appunto lo sguardo 
al dolce frutto acerbo 
che tutto consola 
occhi grondano pianto: 
torno ad essere uomo. 
* 
Per l'oceano burrascoso, 
nutrito di sogni 
solco il crinale 
che non concede riposo: 
realtà supera fantasia 
scendo a scovare l'anima mia. 
* 
Un uomo solo 
s'ode un rombare d'ali 
spicca gran volo. 
* 
Scalare il vento 
abbracciandosi al sole 
grande evento. 
* 
Solco leggero 
arrancando le nubi 
un cielo intero. 
* 
Un'idea grande 
attraversa la mente 
tutto s'espande.

(Valter Zanardi Da Selvazzano)

Piergiorgio Marchiori