GLI ALUNNI DEL SALE – …CHE MOVE IL SOLE

di Pietro Bodi

Quando nel resto della Val Padana c’è nebbia, noi vediamo un tetto di nuvole… ma non siamo scesi in basso… ci siamo sempre stati.

La nascita del nostro circolo si perde nel tempo: da quando fu installata una pompa di benzina.

A braccio, nei primi tempi e di raro uso. Ci s’incontra come capita, e parliamo di tutto. Ai quattro venti e riparati sì e no dalla pioggia, ragioniamo delle passate cose e delle presenti. Talora, i discorsi inseguono relazioni misteriose, talvolta senza capo e spesso senza coda.

Si vedrà un distributore di vari tipi di veleno, una garitta – ufficio. Una tettoia di metri sette per cinque finge di proteggerci dalle intemperie.

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Intervengono, secondo un’oscura casualità:

– Plechanov o Marxeterno. È stato convinto che il Paradiso fosse a est della Polonia.  Biancostinto democristiano, si chiede se non erano più sani i tempi di Don Peppone e Camillo. Garfagnana o Giarabub ex fascista. Interviene di rado, segue con attenzione. È certo di due cose: che l’inferno è stato ad est e a ovest della Polonia e che, se non stai attento, te lo ritrovi sotto casa. L’inferno. Cleopatra, serparo e coltivatore. Ventiquattrore lettore dell’omonimo giornale. Angelica, femminista da qualche tempo malata. Nemesi, appassionato di storia; Caserio, anarchico. Politeama, filodrammatico. Laguna, benzinaio e cronista dei suoi sogni. Altri…

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…CHE MOVE IL SOLE

“Sono stanco, stufo di tutte le religioni, di questi apparati violenti, sempre al servizio del potere, che impongono regole feroci in nome di qualcosa di astratto e indimostrabile. Le religioni sono mostri di fissità che non si evolvono mai. Oggi la furia sanguinaria è nell’Islam, ma non è certo che il Cristianesimo, da parte sua, si sia evoluto spontaneamente: è stato piuttosto disarmato dall’esterno, dal crescere della società civile in Occidente, a cui è stato costretto, sempre a malincuore ad adeguarsi.  Il concorso di Miss Mondo è una sciocchezza, è un baraccone mediatico come tanti altri, ma il diritto di una donna di mostrarsi in bikini o nuda o come vuole non è una sciocchezza, è il paradigma di una libertà importante. Le religioni tendono a distruggere tutto ciò che non riescono a imbrigliare, dalla sessualità, alla bellezza, al libero pensiero. Basta, basta basta con le religioni, non se ne può più.
(Lettera pubblicata da La Stampa di Torino il 24 novembre scorso)

Gli Alunni del Sale amano sfidare due gocce di pioggia. In questo giorni però la sfida è persa: troppo forte, continua, disperata la pioggia per giocare agli scout intrepidi. Sotto una cascata d’acqua che sembra non volere mai finire, passo davanti al distributore di Laguna. Deserto. Dietro il vetro appannato della sua scatola fa segni disperati di avvicinarmi. È un viaggio insidioso quello che affronto per andare da lui. Foglie marce su cui si scivola, pozzanghere in cui entrano le auto sollevando alti baffi d’acqua.

Dove vai?– Chiede e non posso che farfugliare un invito sconcio mentre me ne vado.

Sono due settimane che  non vado a trovare la nostra Angelica, malata eternamente terminale. Ho un ritaglio di giornale che voglio leggerle. È nella solita poltrona che giocherella con un bastone.

Hai bisogno di qualcosa? – Chiedo servizievole.

No grazie. Nulla. – Poi tiene a farmi sapere che non è invalida. È subito stanca, questo sì, ma riposa un po’ e poi riprende. Intanto tiro fuori il mio pezzetto di carta.

Cos’è? – Chiede.

Una lettera che La Stampa ha pubblicato una decina di giorni fa. Te la leggo.

Neanche per sogno. Da’ qua! Non seguo se leggi. – E mi strappa il foglio.

Inforca gli occhiali e comincia. Dopo le prime righe si interrompe, mi guarda e chiede:

Perché mi porti ’sta roba? – Alzo le spalle. Legge poi si ferma a riflettere e comincia daccapo a voce alta.

– “Sono stanco, stufo di tutte le religioni, di questi apparati violenti, sempre al servizio del potere, che impongono regole feroci in nome di qualcosa di astratto e indimostrabile…”

Si ferma e mi fissa senza vedermi. Scorre il testo poi di nuovo a voce alta:

– “… le religioni tendono a distruggere tutto ciò che non riescono a imbrigliare, dalla sessualità, alla bellezza, al libero pensiero…”

Posa il foglio, si toglie gli occhiali e mi guarda.

– Certo. Violenze, sopraffazioni, assassini, non sono mai mancati nella storia dell’uomo… anzi, – e sorride stancamente – la storia dell’uomo “è” solamente il racconto delle violenze. I guai più grossi sono spesso arrivati dai bene intenzionati. Ma non solo dalle religioni… Nel 1800 nacquero teorie che cercavano la perfezione e che un secolo dopo hanno distrutto mezzo mondo. Si dicevano razionali.

Che hai da sorridere? – Chiedo. Neppure sente.

Non so, – riprende –  quello che dice questo signore è verità, ma non tutta la verità. È uno sfogo non ponderato. Non c’è bontà in quello che dice… ”al servizio del potere”  dice. Ma è più spesso vero il contrario… Certo fa paura un mondo retto solo da credenti, ma anche solo da atei, da tranvieri… ma di li a giudicare negativamente una fede ce ne corre. È come uno scienziato che voglia giudicare l’universo da un grammo di silice.

Lungo silenzio.

Sai che c’è?… non ho voglia di parlare di queste cose. C’è che sento la morte avvicinarsi e mi farebbe tanto comodo credere in qualcosa… così bello… andare incontro, e scusami se cito, a un amor che move il sole e  l’altre stelle…

Mentre esco mi raggiunge la sua voce.

– Mi compri due pezzi di pane?

Pietro Bodi