COMUNICARE CON UNA PERSONA CON DEMENZA

Dott. Daniele Malerba

Comunicare con una persona con demenza non è un compito così scontato come sembra, perché:

  • potrebbe avere deficit percettivi periferici (cioè dovuti a problemi agli organi di recezione, come occhi, naso, orecchi) o centrali (cioè dovuti a deficit di trasporto ed elaborazione delle informazioni a causa dei danni cerebrali);
  • facilmente dimentica quello che gli si è appena detto.

Ogni atto comunicativo deve considerare queste difficoltà, è importante perciò:

  • verificare gli eventuali deficit di udito e di vista;
  • usare soprattutto la comunicazione non verbale;
  • usare poche parole, e se si fanno richieste farle una alla volta e che possano essere eseguite nell’immediato (con l’avanzare della malattia anche questo può essere impossibile);
  • l’obiettivo principale deve essere quello dell’accoglienza e della tranquillizzazione.

Quando parli con lui/lei:

  • non avere fretta, parla con calma, segui il ritmo dell’altro, evita di metterlo in imbarazzo, tranquillizza, usa parole semplici, semplifica i concetti e scandisci bene le parole;
  • guarda diritto negli occhi (attenzione perché spesso perdono la percezione visiva periferica e a volte hanno anche “buchi” percettivi nel campo visivo), se ti inclini un po’ in avanti manifesti interesse e mantieni la sua attenzione;
  • mantieni un tono tranquillo, calmo, sicuro, uniforme, che comunichi calore, affetto e accoglienza (non va bene invece una voce agitata, stridula, frettolosa), il tono basso è migliore (a volte i malati perdono la percezione delle tonalità più acute del suono, per questo quando ci arrabbiamo in realtà sentono meno);
  • sia la postura del corpo che le espressioni del viso dovrebbero fare trasparire tranquillità e accoglienza; usa gesti amichevoli e accoglienti;
  • sorridigli;
  • l’espressione del nostro viso deve essere coerente con quello che diciamo (ad esempio sorridere da arrabbiato o scherzare dicendo cose serie può confondere e rendere diffidente l’interlocutore);
  • rumori di fondo (TV, radio, voci) possono confonderlo, evita che vi siano troppe fonti di rumore contemporaneamente;
  • non gridare;
  • in genere il contatto corporeo se accettato è molto utile, ovviamente deve essere rispettoso e va verificato se è gradito, non deve essere brusco, nelle fasi più avanzate della malattia è spesso un mezzo molto efficace per relazionarsi e anche per comunicare le cose che il paziente deve fare.

COMUNICARE E ALZHEIMER – 8 REGOLE PRINCIPALI

  1. Tenere conto del messaggio non verbale.
  1. Usare frasi corte e semplici.
  1. Fare richieste che richiedano una risposta semplice.
  1. Scandire bene le parole.
  1. Non alzare la voce (sentono meno perché tendono a perdere i toni alti).
  1. Porsi davanti, in modo che il malato ti veda bene (hanno anche problemi visivi).
  1. Per rafforzare maggiormente l’attenzione accompagnare alle parole i gesti.
  1. Controllare che non vi siano ostacoli periferici che impediscono di sentire (sordità).

Dott. Daniele Malerba

Il problema più importante nella gestione della demenza e dell’Alzheimer non deriva solo dal malato, ma anche dallo stress di chi si prende cura di lui.

Questo recente libro (2015) può essere utile a chi deve sopravvivere all’ansia del caregiving:

PSICOLOGIA PER OPERATORI DEL SOCIALE
SOPRAVVIVERE ALL’ANSIA
Daniele Malerba
pagine: 148
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-8605-6
data pubblicazione: Novembre 2015
editore: Aracnehttp://www.aracneeditrice.it

Sintesi

Oggi si parla spesso di umanizzazione delle cure, ma le cure non possono essere umane se il curante non è sereno e in pace con se stesso e con la sua vita. Questo testo vuole promuovere il benessere di coloro che svolgono la propria attività nel settore sociale e sanitario: operatori che necessitano più di molti altri di prendersi cura del proprio benessere psicologico poiché esposti continuamente alla sofferenza degli utenti, a un carico complesso e numeroso di interazioni umane (reali e fantasmatiche) e spesso a un notevole carico di lavoro fisico. Per loro diviene fondamentale trovare una motivazione al lavoro, riconoscere i pericoli psicologici e saperli gestire in modo efficace.


Benvenuti.
Questo blog vuole aiutarvi a prendervi cura
delle persone con problemi di memoria.

https://demenzeprovinciavenezia.wordpress.com