ALZHEIMER, DEMENZA, ANSIA E DEPRESSIONE

Perdere la memoria non è cosa facile. E difficile è accettarlo. Per questo molte persone con demenza e con alzheimer vivono molte fasi della malattia con ansia e depressione.
A questi due aspetti si risponde spesso, frettolosamente, in modo farmacologico, con risultati non sempre ottimali e adeguati.
In realtà l’intervento farmacologico dovrebbe essere l’ultimo ad essere intrapreso.
Prima andrebbero messi in atto interventi di counseling, relazionali e psicologici, all’interno di una maggiore precisione diagnostica che vede come concausa dell’ansia e della depressione aspetti relazionali, biologico-anatomici e psicologici.
Ansia, depressione, tristezza e stress sono spesso un normale risultato dei tentativi di adattamento alla patologia e vanno in parte assecondati.
Talvolta sono presenti anche se non si vedono chiaramente.
Solo in seconda battuta si dovrebbe ricorrere ai farmaci, senza essere presi dall’ansia di avere una risposta immediata, solo dopo che gli interventi non farmacologici si sono rilevati inefficaci.
C’è da dire che sempre l’intervento psicologico e relazionale apporta qualche miglioramento e che, comunque, permette complessivamente un minore ricorso ai farmaci.
I farmaci tuttavia, anche se non devono essere il primo intervento, restano spesso necessari, anche se hanno bisogno di tempo per essere efficaci e soprattutto per trovare il dosaggio o la tipologia più adatti allo specifico utente che li usa, e non si deve dimenticare che gli psicofarmaci hanno valide controindicazioni.
Per questo vanno somministrati con adeguata compliance e seguiti in modo adeguato dal medico, soprattutto all’inizio del percorso.
Spesso suggerimenti relazionali e interventi psicosociali di gruppo sono estremamente efficaci nel gestire e diminuire ansia, depressione e stress e andrebbero sempre tentati in via prioritaria.

Dott. Daniele Malerba
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Il problema più importante nella gestione della demenza e dell’Alzheimer non deriva solo dal malato, ma anche dallo stress di chi si prende cura di lui.

Questo recente libro (2015) può essere utile a chi deve sopravvivere all’ansia del caregiving:

PSICOLOGIA PER OPERATORI DEL SOCIALE
SOPRAVVIVERE ALL’ANSIA
Daniele Malerba

pagine: 148
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-8605-6
data pubblicazione: Novembre 2015
editore: Aracne
http://www.aracneeditrice.it

Sintesi

Oggi si parla spesso di umanizzazione delle cure, ma le cure non possono essere umane se il curante non è sereno e in pace con se stesso e con la sua vita. Questo testo vuole promuovere il benessere di coloro che svolgono la propria attività nel settore sociale e sanitario: operatori che necessitano più di molti altri di prendersi cura del proprio benessere psicologico poiché esposti continuamente alla sofferenza degli utenti, a un carico complesso e numeroso d’interazioni umane (reali e fantasmatiche) e spesso a un notevole carico di lavoro fisico. Per loro diviene fondamentale trovare una motivazione al lavoro, riconoscere i pericoli psicologici e saperli gestire in modo efficace.