Venezia origini

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Venezia
C'era una volta...così cominciano molte fiabe,
e la storia millenaria di Venezia poteva esserlo, noi amiamo dare lustro alle nascite delle città,
e perciò cerchiamo un mito.... una leggenda
ma... sorpresa per Venezia non c'è, o meglio hanno cercato di crearla a posteriori.
 
E allora indaghiamo come si svolsero i fatti.
Ma prima mettiamoci d'accordo, e' inutile che io vi spieghi con parole mie la Historia Veneta cominciando dalle origini, quando ci sono già migliaia di pagine Web che trattano la faccenda, valenti riviste di storia, esperti appassionati ne parlano più che a sufficienza, soprappiù copiandoci a vicenda corriamo il pericolo di presentare una verità generalizzata e magari anche non totalmente corretta.
A tal proposito mi viene in mente l'incipt
del libro:
"Saggio Sopra i Veneti Primi" del Conte Jacomo Filiasi, (Venezia, 1750 – Trivignano, 17 febbraio 1829) storico e
valente letterato:

Per fare una qualche ricerca de' primi e antichi Veneti, è necessario internarsi  ne' tempi più lontani, e di conseguenza più tenebrosi, incerti, e confusi, ne' tempi delle favole, e nell'epoca più intralciata che si presenti la Storia del genere umano.
Per viaggiare in conseguenza cautamente in mezzo a così ignote e pericolose Regioni, non smarrire il retto sentiero, non prendere l'ombre per corpi, vedere e non sognare, rendesi necessaria una piena cognizione e fondata, dell'antica storia, un'erudizione estesa, ma corretta e guidata da una saggia critica...

Il Conte Giacomo ci avvisa del problema che le fonti storiche non sempre sono corrette, e bisogna sempre, prima di credere ad un fondamento, testarle con assennatezza, trovare e comparare possibilmente le costanti da altre fonti.

I veneti, un popolo Indoeuropeo.

Problema indoeuropeo

Ma qual'è la patria originaria degli Indoeuropei?, questo problema ha sempre appassionato gli studiosi di tutti i campi, e naturalmente molte sono le ipotesi, con Urheimat espressione tedesca dal significato "patria - casa", si segue il filone della scienza linguistica. ->Urheimat.

Studi in tutti i campi si è detto, infatti vedesi la seguente argomentazione riguardante la genetica e le analisi sui cronosomi.
Ipotesi genetiche sul popolamento dell'Europa

Da queste considerazioni si può concludere che le popolazioni indoeuropee, spingendosi verso il centro-ovest dell'Europa diedero origine e diffusione ai Celti, in altre aree europee si amalgamarono più o meno pacificamente con popolazioni autoctone preesistenti (arrivate dal Paleolitico al Mesolitico) dando origine (soprattutto con il ceppo R1b1c, che i marcatori M269, S3, S10, S13, S17) ai protogermani e ai Germani nel centro-nord Europa e ai popoli Italici nella penisola italiana.

Tralasciando tempi più remoti, a cominciar mi pare questa la più consona.
 
 
 
 
La situazione Paeoveneta.
 
 
 

Del primiero stato dell'antica Veneta regione e dei di lei abitatori.
Pietro Carnielutti

Non avendo noi dalle antiche storie alcuna sicura notizia intorno allo stato primiero di questa veneta regione e dei di lei abitatori, col mezzo di filosofiche ricerche si poté conoscere che i luoghi da noi abitati furono per più secoli coperti dalle acque marine;

le spoglie dei crostacei di ogni genere lasciate in tanta quantità nei nostri monti dal mare fanno di ciò la più secura testimonianza, la storia naturale ci fa conoscere che dal mare sempre agitato e burrascoso furono formati i monti, negli strati dei quali depose ein tante conchiglie, che indi rimasero petrificate.
Ritiratosi il mare dalle alpi e lasciate libere le alture, per molto tempo occupò il piano che noi abitiamo, dal quale ben tardi ed a poco a poco ritirò le sue acque, l'autore delle Antichità Romane dice, che la nostra Italia settentrionale era in gran parte inondata d’acque e torrenti e da paludi occupata, incolto era gran tratto di questo paese e senza popolazione, anche Tito Livio dice, che i Galli transalpini discendéndo in queste nostre pianure, che non erano popolate, fabbricarono un castello presso i confini dell’impero romano, che allora non si estendeva più oltre: Galli transalpini transgressi in Venetiam sine populatione neo bello, baud procul inde, ubi mmc Aquileja est, locum condendo opidum coeperant:
e perché i Romani avean esperimentati molto infesti i Galli, che Belloveso avea prima condotti ad abitare di là del Pò, non videro di buon occhio questi posteriori Galli ch’eran 12 mila circa. Però dice Tito Livio che l’anno 570 di Roma il Senato spedì il console Claudio Marcello affine di reprimerli, ed avendoli sottomessi distrusse la fortezza, che cinque anni prima quelli si avevano pacificamente fahbricata, benché tale non fosse la mente del Senato; dice lo stesso storico , che questi Galli, per non essere risguardati come violenti e rapaci, fecero esporre al Senato romano il motivo della loro discesa: Se superante in Gallia multitudine, inopia agri coactos et egestate, ad querendam sedem alpes transgressos, quae inculta per solitudinem viderent, ibi sine alia injuria consedisse, opidum quoque edificare coepisse, quod inditium esset,nec agro, nec urbi alaturos vim venisse.
Una più antica emigrazione dalla Gallia fu quella dei Cenomani, i quali vennero in Italia; e con essi si diede a credere che venissero i nostri Veneti, asserindo Strabone, coll’antorità di Pollibio, che questi Veneti abitavano sull’oceano delle Gallia, e da colà partirono per stabilirsi in questa itala regione...

 

Il vecchio geografo Scimno Clio traendo egli pure i primi Veneti dalla Paflagonia dice in generale cher ver l'Adriatico si posero; con che pare che accenni la loro primiera dimora nell'Illirico fatta prima di passare nella Venezia e da Erotodo motivata Illirici quella chiamando.
Dal libro
"Saggio Sopra i Veneti Primi"di Giacomo Filiasi.

Dalle località nelle quali Erodoto, come si è detto nel capitolo primo, colloca gli antichisssimi Sciti, deve anche una porzione dei medesimi, spinta dal natural desìo di rintracciare nuove località progredendo da luogo in luogo, aver occupata una parte della Polonia e della Russia, dova ha di già sparsi qua e là e ritrovati degli altri popoli del ceppo degli antichissimi Herminioni, dal quale si sono formati i popoli Tedeschi.
Penetrata fino alle rive del Baltico (o per la natural sua inclinazione di portarsi innanzi, o spinta da altre masse di popolazioni che sopravvenivano) si è specialmente fissata intorno le rive stesse, e venne conosciuta sotto il nome antichissimo di Vinidi, che deriva dal greco Heneti ed equivale allo slavo di Slavni.

Dal libro "Storia della dalmazia vol.I"di Giovanni Cattalinich.


Ciò sembra provare in qualche modo la verità del racconto di quelli, che i Veneti volean partiti dall'Asia  in compagnia degli Sciti Cimerj. Aggiugansi che Erotodo dice, essere stati i Veneti in Europa vicini à Sigini-Traci.....
Dal libro
"Memorie storiche de' Veneti primi e secondi"di Giacomo Filiasi.

 

Insomma si può comprendere come  Erotodo possa aver accumunato la parola Veneti ad Heneti, una tribù Illirica.

L'Ecumene di Erotodo
 
Il termine Ecumene indicava la porzione di Terra conosciuta e abitata dall'uomo.
 
 
 

Un bel riassunto delle memorie antiche lo troviamo nel libro:

Delle memorie antiche profane ed ecclesiastiche

raccolte da:

Giambattista Gallicciolli.

C A P O  II.  - Primi abitatori della Venezia -

 

Ma più dappresso ci conviene esaminare  il vocabolo de' Veneti. Dicevansi prima Heneti ma cambiata poi al solito l'aspirata nel digamma Eolico si pronunciò Veneti. Di tal appellazione vi furono diversi popoli. Erotodo I, 8, conosce i Veneti degli Illirj:Jornandes appella Veneti e VVinidæ quella nazione, che altri dicono Vinidi e da Tolomeo viene nominata Venedæ. 
Abitavano al Seno Venedico o mar Baltico, riconosciuti come un popolo della Sarmazia, e che poi cogli Slavi verso la fine del quinto secolo passarono nella Germania a stabilirsi fra l'Elba e la Vistola. Questi da Ausonio lib. I  furono detti Chuni: Chunosque truces furtoque nocentes  Sauromata. 
Altri eranvene nella Gallia Celtica o Lionese nell'Armorica, che Cesare chiamapotentissima nazione, e il paese de' i quali dice Venetia. Da questi, secondo La Martiniere, discese la Colonia de' Veneti alle bocche del pò: ma altri con più ragione diversamente pensano , ed è assai più credibili, che da questi Veneti Circumpadanisia provenuta la colonia Gallica, come più rimota.
 

Notare che la parola Heneti è la traduzione latina dal greco Evetoy.

Gli Illiri ebbero rapporti commerciali e bellici con i loro vicini. Oltre l'isonzo erano insediate genti di ceppo illirico, anche se fino a tale fiume la presenza veneta era tanto forte che si può parlare di popolazione veneto-illirica.

 

Libri: Storia del mediterraneo nell'antichità vol.9 a cura di Massimo Guidetti.
Libri: Illirici e Traci di Dragoslav Srejovic
 
 
Vittore Pisani e Hans Krahe dimostrarono che Erodoto si riferiva in realtà a una tribù illirica stanziata nellaPenisola balcanica, e non in area italica, mentre Strabone geografo greco, propone l'ipotesi che i Veneti avessero una origine celtica perchè era a conoscenza di una tribù che viveva in Bretagna (allora Armorica) che portava lo stesso nome.

Questo flusso migratorio IndoEuropeo passò per i passi friulani e/o carnici, e si stanziò nelle fertile pianure ben irrigate da fiumi ricche di pesci e di foreste con molte specie di animali.
In Wiki si apprende che i Veneti raggiunsero via mare l'Adriatico settentrionale e sbarcarono sulla costa occidentale.
Una nota sempre di Wiki della città di Trieste: Fra il X e il IX secolo a.C. la popolazione autoctona entrò in contatto con un'altra etnia indoeuropea, i (Venetici, Heneti o Eneti).

Ma...invece  una ricerca più recente, lavorando principalmente su materiale linguistico, è giunta a escludere una filiazione illirica per i Veneti.
L'insieme indoeuropeo veneto-latino si era formato come gruppo a sé in un'area dell'Europa centrale, probabilmente ubicato entro i confini dell'odierna Germania e parte di un vasto continuum indoeuropeo esteso nell'Europa centro-orientale fin dagli inizi del III millennio a.C.

 

approfondimento - link centro studi La Runa ->I Veneti preromani nel contesto Europeo.
approfondimento - link it.scribd.com -> Veneti-un-Popolo-misterioso di Ivan Tomažič.

 

Tacito parla di Veneti presenti nella Germania.

Qui finisce la Svevia. I Peucini, i Veneti e i Fenni non so se comprenderli fra i Germani o i Sarmati. Per la verità i Peucini, che alcuni chiamano Bastarni, hanno lingua, modi di vita, abitazioni fisse come i Germani. Sudiciume in tutti, indolenza nei capi. Causa i matrimoni misti, hanno peggiorato alquanto i lineamenti, prendendo fattezze da Sarmati. Dei loro costumi molto hanno preso i Veneti: infatti si spostano predando su tutte le alture boscose, che si levano tra i Peucini e i Fenni. Tuttavia vanno classificati piuttosto fra i Germani...

 

 Opera Di Cornelius Tacitus

 

 

 

Omero, Virgilio, Tito Livio e Plinio il Vecchio, invece dissero:

- I Veneti erano originari del medio oriente: di una regione posta vicino al Mar Nero.
- Ci viene in sostanza raccontato che dal paese dei Veneti muovono i Paflagoni, guidati dal loro duce Pilemene e sono presenti a Troia fra gli alleati dei Troiani nella grande impresa (ILIADE. B., 851-855-2).

 
Libro 1 di Livio Paragrafo 1.
Iam primum omnium satis constat Troia capta in ceteros saevitum esse Troianos, duobus, Aeneae Antenorique, et vetusti iure hospitii et quia pacis reddendaeque Helenae semper auctores fuerant, omne ius belli Achivos abstinuisse; casibus deinde variis Antenorem cum multitudine Enetum, qui seditione ex Paphlagonia pulsi et sedes et ducem rege Pylaemene ad Troiam amisso quaerebant, venisse in intimum maris Hadriatici sinum, Euganeisque qui inter mare Alpesque incolebant pulsis Enetos Troianosque eas tenuisse terras. Et in quem primo egressi sunt locum Troia vocatur pagoque inde Troiano nomen est: gens universa Veneti appellati.

Prima di tutto è noto che, presa Troia, si infierì contro i superstiti Troiani, dopo che  gli Achei si astenessero dal ricorrere al diritto di guerra nei confronti di due, Enea e Antenore, sia per il diritto di un'antica ospitalità sia perché erano sempre stati sostenitori della pace e della restituzione di Elena; dopo varie vicissitusdini con una moltitudine di Eneti che, scacciati dalla Paflagonia per una insurrezione e perduto il re Pilemene presso Troia, cercavano delle dimore e un condottiero e giunsero nel golfo più interno del mare Adriatico, e dopo che furono scacciati dagli Euganei che abitavano tra il mare e le Alpi, gli Eneti e i Troiani occuparono quelle terre. Il primo luogo in cui sbarcarono si chiama Troia e il villaggio ha quindi il nome Troiano: e tutta la popolazione venne chiamata "Veneti".
 
 
Questo spiega la situazione paleoveneta:
E se ci ponessimo questa domanda, ma prima chi c'era? alcune risposte ci sarebbero, ma tutto diventa stretto e difficile.
A vicenza nella frazione di Mossano vi è la grotta di San Bernardino dove sono state rinvenute tracce dell'Uomo di Neandertal risalenti ad oltre 200.000 anni fa.
A verona in località Fumane in una grotta chiamata Solinas (dallo scopritore Giovanni Solinas) frequentata a più riprese tra 100mila e 30mila anni fa, prima dai Neandertaliani e poi da uomini più moderni.

- Archeologicamente parlando, in Veneto, i primi insediamenti si ebbero tra il V e IV millennio a.C., tra il Mesolitico finale e l’Eneolitico iniziale, quando incomincia ad essere sfruttata la pianura...
- È tra il XII e il X sec. a.C., corrispondente al periodo leggendario di arrivo degli Enetoi che sembra emergere e svilupparsi una nuova cultura, detta paleoveneta.
 
Un'ipotesi si conforma con la fusione degli indigeni locali della cultura padana villanoviana con gruppi Heneti proveniente dalla Paflagonia, e che gli Euganei siano da considerare predecessori dei Veneti, da cui vennero scacciati, rifugiandosi sulle colline che  presero il loro nome.
 
I Veneti divennero padroni di tutta la regione nord-est dell'Italia, dall'Atesis (o meglio Tartarus) fino alla provincia abitata dagl'Istriani: ma molti altri popoli ritenuti ora di celtica, ora d'illirica origine, abitavano alle falde dell'Alpi al di sopra dei Veneti, cui ceduta avevano la pianura. I Lepontii, i Breuni, i Venoni, i Camuni, gli Stoni, i Venosti, i Brissenti, i Carni rimasero sempre nelle loro montagne e passarono senza strepito dalla oscura e barbara loro indipendenza sotto il dominio romano: un po' più sotto gli Orobii, citati solo da Plinio, abitavano tra il Lario (lago di Como) ed il Sevino (lago d'Iseo), e sono rappresentati come Galli o Liguri od anche Etruschi.
Finalmente gli Euganei, che più vicini ai Veneti avevano popolati, i cantoni ove sorsero poi Brescia, Verona, Vicenza e Trento, furono, per quanto sembra, i più potenti fra tutti questi popoli ed i primi che si stabilissero nelle pianure, quando per lo scolo delle acque che le coprivano divennero proprie alla dimora degli uomimi. Secondo Plinio, Catone ricordava trentaquattro distretti della confederazione Euganea, a cui erano associati tutti i piccoli popoli del versante meridionale delle Alpi, che abbiamo già accennati. (Italia antica Di Charles Auguste Desire Filon).
 
 
 
 
 
E finalmente è il momento del mito: Antenore, il vecchio saggio Troiano esiliato dalla sua patria con famiglia, seguaci e tribù alleate; sbarca vicino al Timavo.


Il fiume Timavo

E' noto con altri nomi: Ponteba^ Porta de Ples, (Pletz, Flitsch, Pouvc), Tolamida.

 

 

Fu scambiato col Padoano Medoaco, anzi col Tagliamento, colla Piave e fino colle fontane di Timau nella Carnia. Tante ne dissero, che quasi problematica divento la sua esistenza sulla terra, e alcun dotto straniero anzi credea che non vi fosse mai stato.
Siccome poi Lucano alla
Brenta diede il nome di Timavo Antenoreo e Stazio disse che Livio Padovano era alunno del Timavo; altro non ci volle perche molti rabbiosamente sostenessero che la Brenta e il Timavo furono uno stesso fiume. da: Memorie storiche de' Veneti primi e secondi del conte Giacomo Filiasi. Tomo secondo.

 
.... Sulla persuazione che Virgilio, ripescando nelle antichità avesse raccapezzato in quelle memorie il Timavo padovano, recai in mezzo un Etimologia Orientale, non so se di suo genio,affin d'indicare come il Medoaco siasi potuto un tempo chiamare Timavo. Scrissi, pag. 53: Può essere che così fosse appellato quasi Thi-moj, cioè Venuta d'acqua, Aquarum confluxus. Insisto adesso: Thi-moj non altro significa, che fiume in generale....
dal libro: "Delle Memorie Venete Antiche Profane ed Ecclesiastiche", di Giovanni Gallicciolli.
 


Il poeta Virgilio menziona il Timavo nell'Eneide:

"Antenore, scampato agli Achei, poté entrare nel golfo illirico, spingersi in modo sicuro nel regno dei Liburni e superare le sorgenti del Timavo che simile a un mare impetuoso erompe dalla montagna per nove bocche con alto frastuono e inonda i campi di un acqua risonante."
 
Tal non fu già d'Antenore l'esilio;
Ch'ei non più tosto delle achive schiere
Per mezzo uscìo, che con felice corso
Penetrò d'Adria il seno; entrò securo
Nel regno de' Liburni; andò fin sopra
Al fonte di Timavo; e là 've'l fiume
Fremendo il monte intuona, e là ove aprendo
Fa nove bocche in mare, e mar già fatto
Innonda i campi e romoreggia e frange,
Padoa fondò, pose de' Teucri il seggio,
E diè lor nome, e le lor lame affisse.
(Eneide . lib I. Trad.  del Caro)

Ancora un mito: anche Aquilea sarebbe fondata da Antenore, l'eroe diretto nel cuore dell' Enetike (Venetia maritima) non solo sarebbe passato per il sito dove sarebbe sorta Aquileia, ma secondo un'altra tradizione si sarebbe anche fermato e avrebbe fondato una Padova presso il Timavo di fatto identificabile con la futura Aquileia. (dal libro di Benedetta Rossignoli: L'adriatico greco culti e miti minori).
 

approfondimento - link wiki -> liburni
approfondimento - link wiki ->Antenore veramente saggio?
 

La figura di Antenore è controversa, chi dice che sia stato un saggio, chi un traditore.

Ephemeris Belli Troiani, un curioso libro che tratta della guerra di Troia, scritto dal presunto autore, Ditti Cretese, troveremo molto su Antenore ed Enea, parla della presa di Troia, è un'Iliade... diversa.


… Data la situazione, Antenore, Polydamas ed Enea, chiesero un consulto a Priamo, il quale convocò il consiglio, Antenore ebbe la parola e per prima cosa ricordò i caduti, poi quali e quanto fossero forti i nemici mentre ora loro erano assediati col rischio di essere distrutti, pertanto esortò che Elena fosse restituita e Paride fosse portato via, e vi fosse pace.
Ma il giovane campione Anfimaco, figlio di Priamo lo attaccò violentemente a parolacce rimproverandolo che per colpa sua e per i suoi consigli sbagliati la guerra ebbe inizio.
Dopo la fine di questo discorso Priamo si levò con grande animosità e scagliò molte invettive contro Antenore ed Enea, erano loro gli ambasciatori che erano stati inviati in Grecia; Antenore, che ora sollecitava la pace, aveva quindi sostenuto la guerra quando, al suo ritorno dalla Grecia, aveva raccontato con quanto disprezzo, era stato trattato; ed Enea aveva aiutato Paride a portare via Elena e il bottino. Alla luce di questi fatti, lui, Priamo, aveva deciso. Non ci sarebbe stata pace, o vincere o morire, e congedò l’assemblea.
Quello stesso giorno, Antenore, Polydamas, Ucalegon e Dolon convennero in segreto. Erano rimasti stupiti dalla determinazione del re, il quale, pur circondato dal nemico, preferiva morire piuttosto che fare la pace. Antenore disse che aveva trovato un piano di ciò che si doveva fare per il bene comune e se gli avessero giurato fedeltà, lui l'avrebbe rivelato.
Quando tutti furono legati in giuramento come egli voleva, lo mandò a dire a Enea e svelò il suo piano, dicendo: tradire il mio paese, è un atto che deve essere preso con cura in modo di salvaguardare se stessi e le proprie famiglie. Qualcuno deve andare, qualcuno di cui nessuno possa sospettare e parlare ad Agamennone di queste cose, perché Priamo, uscendo dal concilio, si era infuriato semplicemente perché avevo sollecitato la pace; e temo che il re avesse paura di quale fosse questo cambiamento di politica.
Tutti promisero il loro aiuto e subito uno di questi, era Polydamas, sarebbe andato in segreto per gli Agamennoni. Così Polydamas, entrò nell’accampamento degli Argivi, e Agamennone acconsentì e disse che gradivano il loro piano.
Agamennone nel segreto della notte, convocò tutti i capi a una riunione segreta, e diede loro la notizia e chiese il loro parere. Il consiglio decise all'unanimità di fidarsi dei traditori.
Quanto al piano, Ulisse e Nestore dissero che questa temerarietà poteva costare; ma Neottolemo parlò a favore; e così sorse un disaccordo, e per superarlo si decise di poter farsi dare un segno da Polydamas inviato da Enea, Anchise e Antenore che Sinon avrebbe potuto testare.
Così Sinon andò a Troia e testò il segnale, e poiché non erano ancora le chiavi delle porte di Anfimaco per tutti consegnate alle guardie, e Sinon, dato il segnale, il nome di Enea e di Anchise, e Antenore ne venne a conoscenza, che era confermato, e tornò e disse ad Agamennone che Enea, Anchise e Antenore avevano dato il contrassegno corretto.
Quindi i membri del consiglio, confermarono il giuramento, e promisero di Antenore, di Enea, di Ucalegonus, di Polidamantus, di Dolonus, le loro famiglie, i loro genitori, i loro figli, i loro coniugi, e i parenti prossimi, e gli amici, che in un primo momento cospirarono, tutti sarebbero stati rispettati, e anche le loro proprietà.
Quest’accordo dopo averlo confermato, e da un giuramento vincolato, persuase il Polydamas, e di notte si fece portare alla porta Scalea, dove la testa del cavallo era dipinta all'esterno, là con il favore della notte Anchise e Antenore e i suoi avrebbero presidiato la porta, e fatto un segnale loro con la torcia. Questo era il segno della sortita con la porta…
Quella notte Antenore ed Enea erano pronti alla porta e fecero entrare Neottolemo. Dopo aver aperto il catenaccio sollevò la torcia e mostrò la porta aperta; e chiesero protezione per loro stessi e per le loro famiglie…
Dictis Cretense o Dictis di Creta di Cnosso a Creta, era il leggendario compagno di Idomeneo durante la guerra di Troia, e il presunto autore di un diario sugli eventi vissuti, che sviluppa alcuni degli stessi materiali elaborati da Omero per l’Iliade.
Un elaborato quadro storico presentato nella prefazione al testo latino descrive in dettaglio come sopravvisse il manoscritto di quest'opera, scritto in caratteri fenici su tavolette di legno di tiglio o di corteccia d’albero, si disse fosse conservato in una scatola di piombo sepolta con il suo autore, secondo i suoi desideri.



(dal sito sarcheosub.it) alcune notizie interessanti:

- Dunque, sarebbe stata la laguna nord la prima ad essere abitata, ben avanti che i barbari venissero a spingere le genti che vivevano ad Oderzo, Altino e Padova a rifugiarsi fra velme e dossi..

- Rivoalto, invece al tempo di Roma sarebbe niente di più che barena.

 

Parimenti, scemando dalla leggenda alla storia ci pare di scorgere Antenore cercare un buon approdo per fondare la sua nuova patria; e dalle origini ove il fiume Timavo affiora (è un fiume carsico) ridiscendere e saggiare in vari punti le coste e certamente fondar alcuni villaggi se non per di suo merito pel quel dei suoi seguaci e per ragion di veduta o per forza finir definitivamente la sua ricerca in quel di Padova (risalendo il fiume Brenta, nota si dice la Brenta al femminile) - par assodato che i greci-micenei già conoscessero l'alto adriatico, anche se secondo Erodoto gli scopritori furono i Greci-Focei che lo comunicarono agli altri greci fra il VII e VI secolo.

(dal sito Chioggia wiki) La leggenda delle origini di Chioggia narra che Antenore, fuggito da Troia dopo la sua sconfitta, trovò rifugio nelle coste del Mar Adriatico assieme ad Aquilio e Clodio, anch'essi fuggitivi. La leggenda si dirama poi in tre parti: Aquilio, Antenore e Clodio fondarono rispettivamente le comunità di Aquileia, Padova e Clodia. Per quest'ultima, Clodio scelse come stemma un leone rampante rosso a ricordo di Troia. Il nome Clodia poi cambiò nei secoli in Cluza, Clugia e quindi Chiozza, per arrivare infine all'attuale toponimo Chioggia.

(da Wiki Mestle)Nella mitologia greca, Mestle era il nome del figlio di Talemene, re dei Meoni. Egli partecipò alla guerra di Troia, scoppiata per colpa del rapimento di Elena (moglie del re acheo Menelao), commesso da Paride, figlio del re troiano Priamo. La guerra fra i due regni viene raccontata da Omero nell’Iliade. Avrebbe fondato la città di Mestre.

(dal sito Padovanet) Antenore è la leggendaria figura del fondatore della città, dove arrivò nel 1185 A.C., risalendo il corso del fiume Brenta. (da ebook timavo-brenta)

(da Adria Wiki) La serie di lagune presenti anticamente lungo tutta la costa settentrionale, dalle foci del Po fino a Grado, rendeva sicura la navigazione delle navi. L'interesse dei greci era dato dal fatto che nel Delta del Po veniva commerciata l'ambra che proveniva dal Baltico, di qualità pregiata.

Il nome Polesine è una voce veneta(in ortografia classica) che deriva dal latinomedievale pollìcinum o polìcinum ossia"terrapaludosa".

All'inizio del VI secolo a.C. Adriaera un semplice insediamento etrusco posto sul Mincio, che all'epoca sfociava nel mare e seguiva quello che oggi è il corso delCanal Bianco, allora chiamato Po di Adria. I greci, che rivendevano l'ambra in tutto il Mediterraneo, vi fondarono un emporion,un altro era a Spina, quest'ultimo si rivolgeva verso il mondo Etrusco. Gli empori non erano colonie, ma solo dei centri nei quali se pur vi erano residenti dei greci, essi avevano per solo scopo il commercio, ovvero lo scambio con gli indigeni

Ma non tutti  i Greci furono mercanti, Tito Livio racconta che nel 302 a.C. Cleonimos, un figlio minore del re di Sparta Cleomene II, chiamato dai Tarentini per combattere contro i Romani, (Taranto fu fondata dagli Spartani nell'VIII secolo a.C. col nome di Taras) dopo li primi successi, si dice, che i Tarentini delusi nelle aspettative e dal comportamento delle truppe spartane che depredavano i paesi, rubavano loro le vergini e non mantenevano i patti conseguiti, protestarono rifiutando tali soccorsi. Così Cleonimo alla notizia che un esercito romano era incombente, lasciò la puglia e si diresse verso l'alto adriatico, conscio dei pericolosi Illiri, si diresse a Occidente presso la costa veneta, forse a Malamocco, e dopo aver saputo dagli esploratori, che oltre la linea del litorale, vi erano dei bacini, e delle campagne ben coltivate, e si scorgevano un fondo delle alture. (Colli Euganei).
Gli esploratori gli riferirono che vi era la foce di un fiume il Medoaco (la Brenta) alquanto navigabile, lesto risalì il corso d'acqua, con l'intenzione di depredare merci, bestiame e uomini, ma le navi più grandi non procedettero oltre perché pescavano troppo, e così successe che almeno tre villaggi marginali furono saccheggiati e incendiati, ma la notizia arrivò celermente ai Patavini che misero in campo due schiere di soldati, e giunti che furono presso il luogo dell'approdo delle navi, assalirono i nemici, li inseguirono e incendiarono le navi. Cleonimo riuscì a scampare con un quinto della flotta. Tito Livio racconta che parte delle armi e i rostri delle navi spartane furono portate a Padova al Tempio di Giunone, ex tempio della veneta Reitia, che poi ivi si costruirà la Basilica di Santa Giustina, (disamine ancora in corso).

Il corso della Brenta, come degli altri fiumi Veneti si è modificato nel tempo, nelle opere di Strabone troviamo scritto:. Si ascende dal mare a Patavio navigando pel corso di duecento cinquanta stadii a ritroso di un fiume che attraversa le maree già mentovate, partendosi da un gran porto situato alla sua foce. E questo porto del pari che il fiume chiamasi Medoaco. (Strabone, Geographia, V, 1, 7 - opera scritta fra il 14-23 d.C.). Deducibilmente si potrebbe pensare che un ramo del Medoaco  fosse navigabile e alla sua foce vi fosse un porto.

 

Ma così la Storia Veneta si allarga troppo, accenniamo solo che in zona, prima c'erano gli Etruschi, che avevano fondato al di là del fiume po, Spina (leggasi Diomede); e L'origine pelasgica degli Etruschi. La storia “tradizionale” indica che circa 1500 anni a.C. i Pelasgi fondarono la città di Spina su di un isolotto alla foce dell’Eridano (attuale Po) nella terra di Saturnia (antico nome dell’Italia), costruendo una fortificazione in legno:  Dal sito Homolaicus.com breve storia delle Alfonsine.;

La quale (Spina)era in competizione con Adria, ma ebbe presto un triste declino, i Celti quando cominciarono a scendere nella pianura padana si diffosero sempre più in territorio etrusco. Per Spina, rimasta isolata dal proprio entroterra ormai conquistato dai Celti, con il mare che si andava allontanando per l’avanzare del delta, iniziò una rapida decadenza. (dal sito di Minuti Menarini). Oscuro rimane tuttavvia il vero ruolo avuto dei Celti per il dominio sui Greci e sugli Etruschi per il controllo delle loro città nel Nord dell'Italia. (dal sito fortunecity.it)

Ma ritornando ad Antenore egli scacciò gli Euganei, vecchia popolazione locale (leggasi books.google -  Istoria di Trivigi) fin sui monti che attorniano la pianura veneta ed in parte li assorbì fondendosi con loro, ed alfine morì vecchissimo in quella sua città che prese il nome di Padova.

E memtre diamo l'addio al mito di Antenore, ricordiamoci l'altro grande mito di queste terre.

Eschilo raccontava nelle Eliadi (andate perdute) la caduta di Fetonte presso il po, come pure fece Euripide nella tragedia omonima.

 

 

foto U.r.l. dal sito
http://www.prefettura.it/padova/generali/6223.htm
 
(dal sito www.maldura.uni.pd.it)Le iscrizioni sulle tombe di Antenore e di Lovato Lovati: una testimonianza del preumanesimo padovano,di Lisa Sophie Cordes Università di Friburgo un pdf.
(dal sito Tg0.it - belle fotografie) I Veneti Antichi
(dal sito .paabo.ca)VENETICLANGUAGE
(dal sito academia.eu)L'Ambra E L'Eridano: Studi Sulla Letteratura E Sul Commercio Dell'Ambra In Età Preromana
(dal sito antikitera.net) I Celti, alle radici dell’Europa, e dell’Italia di Rolando Dubini.
La Gallia nel suo complesso è divisa in tre parti: una è abitata ai Belgi, una dagli Aquitani, la terza da quelli che nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli. -
http://www.antikitera.net/download/Celti_p1.pdf
Le contrade prossime ad Adria erano occupati da un'altra popolazione antichissima, i Veneti  che poco differiscono dai Celti per gli usi e i costumi ma parlano un'altra lingua. - http://www.antikitera.net/download/Celti_p2.pdf
(dal sito di Diego Calaon)Prima di Venezia. Terre, acque e insediamenti.
Strumenti GIS per la comprensione delle trasformazioni territoriali tra tarda antichità e altomedioevo.Phd Thesis, doctorate in "Archeologia e Storia dei paesi del mediterraneo", XVIII cicle, 2002/3 - 2004/5, tutor Gelichi S., "Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente", Ca' Foscari, Venice.

(dal sito centrostudilaruna.it) Storia de le jenti venete
Si tratta di un forum, in questo thread vengono mostrate in anteprima alcune pagine di libri che trattano l'argomento.

un pdf di Google: Venezia Bizantina

(dal sito Piazza Sanremo) I Liguri: Storia e Coltura.

 

 

A questo punto finisce l'era antica dei veneti (circa V sec a.C.) nella quale vi erano stati rapporti culturali con la Civiltà villanoviana, con l'Egeo e l'Oriente, e successivamente anche con gli Etruschi.

Nel periodo seguente i Veneti vennero a contatto ad occidente con i Galli: ad ovest si stanziarono i Galli Cenomani (con cui si sarebbero alleati, insieme ai Romani), a sud i Boi (con cui invece furono sovente in guerra) e a nord-est i Carni, ad est e a sud-est rimasero prevalentemente in contatto con le popolazioni illiriche.

Il Video: Visita al Museo dei PaleoVeneti di Este (Padova)


Integrazione: Dal sito "archeosub.it" : una interessante ipotesi sulla colonizzazione romana della laguna di Venezia,  coraggiosa come ben viene detto perchè non ancora convenientemente supportata; link " I ROMANI COLONIZZARONO LA LAGUNA DI VENEZIA?. Vi propongo di Ernesto Canal questo pdf del circolovelicoprovinciadivenezia dal quale si evince la sua figura e quanto ha dato all'archeologia, e un breve suo escursus su una pagina del Corriere del Veneto. E' doveroso a questo punto segnalare un pdf di Sauro Gelichi che scrive: "I molti siti segnalati come di epoca romana, a seguito soprattutto delle ricerche di Ernesto Canal, sono risultati di incerta (e spesso errata) cronologia ma, soprattutto, di incerta funzione..."

 

Le relazioni politico-militari con i romani iniziano nel III secolo a.C. e il processo di romanizzazione della Venetia è avvenuto in maniera graduale e senza traumi o conquiste manu militari, dato che veneti e romani erano popoli alleati.

I Romani tenevano in alta considerazione i Veneti perché li reputavano loro consanguinei: la leggenda infatti voleva che discendessero dal principe troiano Antenore. (dal sito Giovanni Pistolato - L'alleanza fra Romani e Veneti); Tito Livio, celebre storiografo romano, dedica il primo paragrafo della sua opera Ab urbe condita proprio ai Veneti.

 

I Romani non varcarono il po se non verso la fine del terzo secolo della loro città; e a grado che procedevano nell'Italia superiore, fondavano colonie a Bologna, a Parma, a Piacenza ed a Cremona, e queste erano altretante stazioni avanzate contro i Galli che il paese detto da poi la Lombardia sin d'allora occupavano.

Quali fossero a que' tempi le relazioni de' veneti con Roma non è cosa sì lieve a esattamente dirsi: certo è che dovevano essere o di dipendenza o di amistà perchè e'si incamminarono alla sua salvezza quando Roma fu invasa dai Galli; e adoperarono in egual modo ogni volta che i Romani furono da que' barbari attaccati. (2)

Furono richiesti gli  stessi ajuti quando Roma si vide minacciata dai Boi, dagl'insubri e dai Galli transalpini, conciosiachè il senato mandasse un imbasciata ai veneti per ottenere che irrompessero sulle terre dell'inimico, siccome fecero infatti con un esercito di ventimila uomini (3); la qual cosa proverebbe , i veneti essere allora non solamente liberi,  ma eziandio possenti. (Storia della Repubblica di Venezia: Traduzione dal Francesevol 1 - 2 di  Di Pierre-Antoine-Noël-Bruno Daru - comte)

 

(2) Maffei, Verona illustrata. Su tutte queste relazioni de' veneti coi romani possi consultare il libro 8  della Felicità di Padova, di cui l'autore Angelo Portenari, intende a provare che i veneti non furono sudditi, ma amici di roma.

(3) Polib., lib 2 cap. 5  "Al settentrione dei veneti (dice Strabone, lib. 5) erano i Carni, i Cenomani, gli Abduaci e gl'Insubri. Alcuni di questi popoli furoni i nemici di Roma; ma i cenomani ed i veneti unirono sempre le loro armi a quelle de' romani anche prima della spedizione di Annibale".

 

 

NelPeriplo di Scilace, diScilace di Carianda, viaggiatore e geografo greco attivo tra nel 522-485 a.C. viene attestata la presenza di genti dilingua celticainsediate nell'Italia nord-orientale.
Il testo, riscritto circa un secolo dopo dallo pseudo-Silace dopo la perdita dell'originale, racconta del viaggio lungo le coste del mediterraneo compiuto dal viaggiatore greco che descrive le tribù celtiche presenti sulla costa appena a Meridione degli insediamenti dei
Venetiin un'epoca che, considerando le date note della vita di Silace, deve aggirarsi attorno al 490 a.C.
(da wiki - Gallia Cisalpina)

 

Nel 249 a.C. i Boi chiamarono in soccorso i Galli transalpini, innescando una nuova crisi che si concluderà nel 225 a.C., l'anno in cui si registra l'ultima invasione gallica dell'Italia. Quell'anno, infatti, cinquantamila fanti e venticinquemila cavalieri Celti varcarono le Alpi in aiuto dei Galli cisalpini (si trattava di una coalizione di Celti insubri, Boii e Gesati), e se prima riuscirono a battere i Romani presso Fiesole, vennero poi sconfitti e massacrati dalle armate romane nella battaglia di Talamone (a nord di Orbetello),spianando così a Roma la strada per la conquista del nord.
L'avanzata continuò anche nella parte nord-orientale con la fondazione della colonia romana di Aquileia nel 181 a.C., come ci raccontano gli autori antichi,nel territorio degli antichi Carni: I triumviri che fondarono la colonia furono Publio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino. Si trattava di una colonia di diritto latino, con la funzione prioritaria di sbarrare la strada alle popolazioni limitrofe di Carni e Istri, che minacciavano i confini orientali dei possedimenti romani in Italia. (da wiki Gallia Cisalpina)

Galli Cenomani e Veneti accorsero in aiuto più volte ai Romani, alleati anche nella conquista dellaGallia cisalpina.
Nel 174 a.C., a seguito della sottomissione della Gallia cisalpina e dell'inizio di un nuovo periodo di colonizzazione della pianura Padana, cominciò a rivelarsi la grande importanza strategica di Verona.
Il senato romano richiese a Cenomani e Veneti l'ampliamento del castrum fortificato che essi gli avevano concesso sul colle San Pietro, mentre coloni romani e popolazioni indigene ponevano le basi per l'edificazione di una nuova città all'interno dell'ansa dell'Adige.
Grazie a Cesare Verona ottenne, nel 49 a.C., la cittadinanza romana e, tramite la Lex Roscia, le venne attribuito il rango di municipium e concesso un agro di ben 3.700 km²: il municipio poté quindi fregiarsi del nome di Res publica Veronensium. (da Wiki Verona).

La completa integrazione delle comunità venete nell'orbe romano avvenne nel 49 a.C. con la concessione del plenum ius, cioè della piena cittadinanza romana, da parte di Giulio Cesare.

 

Fra il 91 e l’89 a.C., nell’Italia centrale e meridionale si combatté una guerra durissima: le comunità cittadine italiane entrate nell’orbita romana reclamavano la parità di diritti (plenum ius, il diritto completo) con i cittadini di Roma, e combatterono due anni per ottenerla. Al termine della guerra, le città che già godevano di alcuni diritti (ius Latii, il diritto dei Latini) ottennero il plenum ius: in questa condizione si trovavano anche alcune città settentrionali (per esempio, Aquileia, Cremona e Piacenza). dal sito: Le Alpi on line.

In soli otto anni dal 59 al 51 a.C., Giulio Cesare con le sue legioni sconfisse le tribù celtiche della Gallia e quelle germaniche lungo il Reno, fece anche una incursione in Britannia. Tutta la Gallia dopo la rivolta di Vercingetorige (50 a.C.) divenne provincia romana. Ad Alessandria d'Egitto scoppiarono gravi disordini, la città era assediata dai romani e nei disordini la famosa biblioteca onde vi erano 700.000 manoscritti venne incendiata, con una perdita di grado incalcolabile per quei "rotoli" che riportavano le storie di più antiche civiltà. Sotto il regno di Cleopatra e di Antonio avviene la fine della dinastia dei Tolomei, la biblioteca fu ricostruita con manoscritti portati da Pergamo. L'Egitto dopo la battaglia di Azio divenne possedimento personale degli imperatori romani.

Da Wiki: La guerra civile romana, nota also venire Guerra Tolemaica, SI trascinò un steps alterne Dal 44 aC al 31 aC , anno in which Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra , regina d ' Egitto , Nella battaglia di Azio. (continua).

Approfondimenti:

Tra il IV e III secolo a.C. i Senoni ed i Boi (tribù celtiche) scesero nella pianura Padana....
dal sito LiberCogitato - I Celti in Italia dall'arrivo alla loro fine.

Le popolazioni preromane nel nord Italia  storia01.pdf dal sito www.latinitas,altervista.org.

Il diritto latino era uno statuscivile che in epoca romana si situava a livello intermedio tra la piena cittadinanza romana e lo stato di non cittadino (peregrino)....
dal sito Wikipedia - Ius Latii.

Essere cittadino romano comportava una notevolissima serie di privilegi....
dal sito Wikipedia - Plenum ius.

Municipium; nell'antica Roma repubblicana, i municipi (in latino, mūnǐcǐpǐum) erano le comunità cittadine legate a Roma, ma prive dei diritti politici propri dei cittadini romani.

Vicus Il vicus, nell'Antica Roma, era un aggregato di case e terreni, sia rurale che urbano, appartenente ad un pagus che non aveva alcun diritto civile come il municipium o la colonia romana.

Il castrum o castro in italiano era l'accampamento o meglio....
dal sito Wikipedia - Castrum.


Nello spoiler qui sotto un'altra descrizione dell'accampamento romano.

L'accampamento romano (castra) era senpre un gioiello di perfezione e razionalità. Per scegliere l'area dell'accampamento, il generale romano, il consul, si serviva dell'opera di tecnici agrimensori addetti all'esercito.



Essi dovevano localizzare un'aerea che rispondesse a questi requisiti: primo, ampiezza sufficiente a contenere circa 10.000 uomini; secondo, una posizione un po' elevata, per permettere il controllo dei dintorni e impedire colpi di mano; terzo, vicinanza di corsi d'acqua e di pascoli per i cavalli. Trovato il luogo adatto, si procedeva a traccciare la pianta del campo che doveva essere quadrato o rettangolare. 
Si fissava innanzitutto l'aerea su cui doveva sorgere la tenda del generale (praetorium). Quest'area era un quadrato di 60 metri di lato, e davanti ad esso si incrociavano le due grandi strade che dividevano in quattro l'accampamento. Il decumanus maximus era la strada che andava da est ad ovest e che conduceva da una parte alla porta praetoria (situata ad est), dall'altra alla porta decumana (situata ad ovest). La via principalis andava invece da nord a sud e conduceva a due porte chiamate anch'esse "principali". Notiamo subito che l'accampamento riproduceva fedelmente il tracciato delle città etrusche. inoltre come gli Etruschi, i Romani attribuivano molta importanza all'orientamento delle porte. La praetoria, aperta verso il lugo dove sorge il sole, era la porta del buon augurio: di quì uscivano le truppe per andare alla battaglia. La decumana, rivolta a occidente, era invece la porta maledetta; di quì passavano i soldati che dovevano esseri giustiziati fuori dall'accampamento. Una volta eseguito il tracciato dell'accampamento, ufficiali e sottoufficiali aspettavano l'arrivo delle truppe. Queste, per prima cosa, scavavano tutto intorno al campo un profondo fossato. Sulla scarpata, infine, veniva costruita una palizzata. Eretta così questa linea continua di protezione, interrotta solo dalle porte, le truppe provvedevano a innalzare le tende all'interno dell'accampamento. Le tende situate lungo la via principalis, a destra e a sinistra del praetorium, sono quelle degli ufficiali. Lo spazio compreso fra la viaprincipalis e la porta praetoria è occupato dai legionari e dagli alleati: questi ultimi, con i cavalli, sono nei pressi della palizzata. All'interno di essa corre, per tutto il campo, una fscia di terreno sgombro, larga 60 metri, si tratta di una misura di precauzione, atta a evitare che proiettili scagliati nell'accampamento raggiungano le tende dei soldati.
Questo dunque è l'accampamento romano: un capolavoro di ingegneria militare; confortevole per i  legionari durante le lunghe attese prima delle battaglie e spesso tanto vasto e ben costruito da diventare, a poco a poco, una vera e propria città fortificata. Il destino di molti accampamenti "stabili" fu proprio questo: diventare città. Alle tende si sostituirono baracche in legno e poi palazzi in muratura. Sorsero in questo modo molte città ancora oggi esistenti, come Aosta, Torino, Verona, Pavia, Piacenza in Italia e Vienna, Treviri, Colonia, York in Europa. (da Capire - Storia delle civitlà del mondo - F.F.E.).


da Wiki: 8 A.C. Augusto dà al Veneto il nome di Decima Regio.

Un pdf di Education and Culture: I confini della Decima Regio. ed un altro sul concetto della romanizzazione

La centuriazione dal sito  www.centuriazione.it  sito del gruppo archeologico di Villadose.

Le ville romane della X Regio Venetia ed Histria di Marina De Franceschini

Un pdf di Girolamo Labud per il dottorato Università di Lund, Svezia: La valle del fiume Risano.

Il piccolo fiume Risano, un pdf di Aldo cherini,  il fiume era chiamato Formione e segnava i confini della X Regio verso Trieste.

 

Le strade romane nel veneto.

Via Aemilia; esisteva un'altra via Aemilia fatta realizzare dallo stesso Marco Emilio Lepido nel suo secondo consolato del 175. Il tracciato, partendo da Modena, toccava Este, Padova, Altino, Concordia ed Aquileia. Gli studiosi moderni la chiamano "altinate" o minor. (link).

Una strada al bivio: via Annia o "Emilia Altinate"tra PAdova e il Po. di Paolo Bonini.

Via Popilia; La via Popilia era un'antica strada romana che dalla colonia romana di Ariminum (Rimini) conduceva alla città di Aquileia, passando per Ravenna, Adria e Altino, ne deriva il nome dal Console Pubblio Popilio, del 132 a.C.,

Via Annia; La via Annia collegava Hatria (moderna Adria) a Patavium (Padova), Altinum (Altino), Iulia Concordia (moderna Concordia Sagittaria, dove incrociava la via Postumia) e infine ad Aquileia, in onore a Tito Annio Rufo, Console nel 131 a.C.

Via Postumia; La via Postumia deve il nome da Spurio Postumio, console nel 148 a.C., congiungeva per via terra i due principali porti romani del nord Italia, Genova e Aquileia.

Via Claudio-Augusta; Per la via Claudio-Augusta non esiste ancora alcuna ipotesi definitiva riguardo al tracciato originario, collegava Trento verso Settentrione, prolungata successivamente verso meridione per raggiungere Ostiglia ed a oriente fino ad Altino.

 

link al sito MagicoVeneto: strade romane


 

 

Nel 16 a.C. Augusto decide di organizzare una spedizione contro i Reti .... continua scaricando un pdf dal sito latinitas - la romanizzazione -. I Reti - Il popolo che abitò nel Trentino Alto Adige nell’età del ferro, identificato archeologicamente con la cultura di Fritzens-Sanzeno, è il primo di cui si hanno non solo documenti materiali, ma anche fonti scritte. Storici, geografici e poeti romani e greci parlano di questa popolazione definendola “Reti”. ... continua scaricando un pdf dal sito latinitas. - I Reti -.

Come governatore della Gallia Cisalpina e dell’Illirico, Cesare soggiornò più volte ad Aquileia, nel cui territorio fece anche svernare le legioni impegnate nella guerra gallica, e provvide alla riorganizzazione difensiva ed amministrativa di tutto il settore prealpino ed alpino orientale... continua scaricando un pdf dal sito latinitas - I Paleoveneti -.

 

In pochi decenni le città del Veneto, divennero municipia, .... e senza bruschi passaggi la lingua venetica cominciò ad assimilarsi a quella latina, .... dal sito InStoria Italia Antiqua.

 

La colonizzazione latina ebbe inizio nel II secolo a.C., periodo nel quale avviene la deduzione di Aquileia (181 a.C.) come colonia di diritto latino e soprattutto come postazione difensiva contro le invasioni da oriente.

Opitergium  l'attuale Oderzo, di fondazione paleoveneta, passò gradualmente sotto il controllo romano diventando municipium al termine della Guerra farsalica (49 a.C.).

Patavium (Padova) indipendentemente dagli aspetti di pura fantasia, insediamenti preistorici sono stati accertati dall'archeologia, già a partire dall' XI secolo a.C. - X secolo a.C., topograficamente in corrispondenza dell'odierno centro di Padova. Dal 49 a.C. divenne un municipium romano.
Forum Julii (Cividale Friuli) fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione, divenne la capitale longobarda del Friuli.
Brixia (Brescia), la leggenda vuole che sia stata fondata da Cidno re dei Liguri. iniziò il percorso di annessione alla Repubblica romana, culminato nel 41 a.C. quando gli abitanti ottennero la cittadinanza romana
Cremona  fortificata dai romani nel 218 a.C. come castrum.
Trento la Tridentum romana aveva la qualità di municipium.
Verona  la storia di Verona si estende dalla fondazione del primo nucleo abitativo sul colle San Pietro, risalente probabilmente al neolitico. I rapporti fra Roma e Verona iniziarono intorno al III secolo a.C. Verona divenne colonia con la Lex Pompeia nell'89 a.C. Nel 42 a.C., Verona cessò di essere colonia e fu elevata al rango di "Municipium".
Zuglio l'antica città romana Iulium Carnicum, fondata nel I secolo a.C., fu vicus, municipium e quindi colonia romana.
Pola, la romana Pula si sviluppò principalmente I secolo a.C. succedendo all'antica Nesactium.
Tarvisium, l'odierna Treviso, era un villaggio preesistente, fondato dai Paleoveneti. l'antica Tarvisium divenne municipio all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani.
ed inoltre:
Este  la città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell'età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti .... in seguito, nel III-II secolo a.C., Este divenne colonia romana.
Adria  le prime tracce di un insediamento nella zona dell'attuale città di Adria (anticamente Hatria o Atria), risalgono al periodo tra il X ed il VI secolo a.C., quando i Veneti costruirono palafitte sul terreno paludoso che, all'epoca, si affacciava sul mare. Nel 226 secolo a.c. diventa una colonia romana, (fonte: Guida di Adria) quindi nel famoso 49 a.c. municipium.
Vicenza è possibile tracciare la sua fondazione da parte prima degli Euganei e poi dei Paleoveneti attorno al II-III secolo a.C.: i Galli certamente la occuparono in epoca successiva, dominandola fino al 157 a.C., anno in cui fu annessa a Roma.
Belluno Non ci sono dati precisi sulla fondazione della città, ma pare che essa sia stata fondata tra il 220 e il 200 a.C., in un periodo non ben definito compreso tra la morte di Cesare e l'impero nel periodo di Augusto, circa tra il 40 a.C. e il 10 d.C., Bellunum (nome romano della città) divenne municipium.
Altino Un vero e proprio centro abitato fu fondato dai Paleoveneti all'inizio del I millennio a.C. Il processo di romanizzazione iniziò nel 131 a.C. con la costruzione della via Annia.
Montebelluna Le prime tracce di attività umana risalgono all'età della pietra e del bronzo (Paleolitico medio). Non è accora accertata come ipotesi, tantomeno quella che Montebelluna fosse un centro residenziale (presso S. Maria in Colle) o un castra romano a difesa dei reticolati di Asolo e Treviso.
Oppidum  Oppeano, centro fortificato in età romana, ma ancor prima importante insediamento paleoveneto.
Gazzo Veronese  fu abitato fin dalla preistoria (3500 a.C.), deriva il suo nome da un termine longobardo (gahagi) che significa bosco. La presenza di insediamenti importanti romani era frutto di una posizione strategica sulla via Claudia Augusta che da Ostiglia si dirigeva a Verona attraverso il Tartaro.
Mel ha sicuramente una storia antichissima, le sue origini sono primitive, più precisamente paleovenete, infatti un gruppo di questi abitanti si stabilirono nella zona all'incirca nel VIII sec a.C. Come tutta la vallata anche la zona zummellese entrò a far parte della storia romana, inoltre il territorio era attraversato dalla via Claudia Augusta Altinate, una strada notevolmente importante che collegava la Pianura Padana con l'oltralpe.
Ceneda ha una storia assai antica: viene citata dallo storico Agazia come Keneta (VI secolo), toponimo che suggerisce un'origine celtica è sicuro invece che in età romana rappresentasse un insediamento di una certa importanza, forse un vicus fortificato con il compito di appoggiare il castrum di Serravalle.
Caorle le radici di Caorle affondano nel I secolo a.C. (il nome deriva dal latino Caprulae, probabilmente a causa delle capre selvatiche che vi pascolavano), come testimoniano numerosi ritrovamenti di epoca romana.
Concordia importante centro romano Iulia Concordia, fondata nel 42 a.C. presso l'incrocio della Via Annia con la Via Postumia. In epoca romana fece parte della Regio X Venetia et Histria.
Equilium I rapporti di amicizia tra i Veneti e i romani iniziarono già a partire dal III secolo a.C..

Colonie Romane gli abitanti delle colonie latine non erano Cives Romani Optimo Jure, ma possedevano lo ius connubii e lo ius commercii secondo i diritti del Nomen Latinum. dal sito Romano Impero - Le colonie Romane -.
elenco di colonie Romane in età repubblicana. dal sito Wiki - Colonia romana -.

 

Appena un passo indietro per riferire della battaglia di Filippi cominciata il 3 ottobre dell'anno 42 a.C. dove gli assassini di Cesare, Bruto e Cassio perirono contro i triunviri, ovvero Antonio, Ottaviano e Lepido, le terre dei Veneti, insieme al resto della Gallia Cisalpina, divenne la Regione X (Venetia et Histria) con capitale ad Aquileia, si entra in un periodo detto di Pax Romana,  Questo periodo viene generalmente considerato a partire dal 29 a.C., quando Augusto dichiarò la fine della grande guerra civile romana del I secolo a.C., fino al 180, quando morì l'imperatore Marco Aurelio.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (in latinoGaius Iulius Caesar Octavianus Augustus; nelle epigrafi: C•IVLIVS•C•F•III•V•CAESAR•OCTAVIANVS [2]; Roma antica, 23 settembre63 a.C.Nola, 19 agosto14 d.C.) meglio conosciuto come Ottaviano o Augusto, fu il primo imperatoreromano.
La lunghissima Pax Romana diede stabilità e portò sviluppo, Una situazione di pace e tranquilltà, di richezza e prosperità, che portò ad una notevole fioritura anche nei campi artistici e letterari, anche perche' i naturali confini venivano "bonificati" prima con Ottaviano con le "campagne Illiriche",  e con la sottomissione dei Celti alpini (35 - 7 a.C.).

Se in nome di Augusto (Ottaviano), la Pax Romana prende anche il nome di Pax Augusta, e sebbene in questa  situazione si trovino le popolazioni della Gallia, dell' Africa, della Spagna e della  Greci, in realtà in Germania ed in Britannia le cose si trovano in un'altro stato; nel 9 d.C. i germani fermarono l'espansione dell'impero Romano, il console romano Varo cadde con 20.000 legionari nella foresta di Teutoburgo, dopodichè Augusto rinunciò alla conquista della Germania. Tito Livio scrive la storia di Roma Ab Urbe condita dalla fondazione della città fino al regno di Augusto.

La storia avanza a scatti, ed infatti ci troveremo fra poco a superare in un balzo alcuni decenni per arrivare al momento in cui, alla morte di Antonino Pio, l'Impero Romano, ormai in pace da lungo tempo, subì una serie di attacchi contemporanei lungo molti dei suoi fronti. (continua su wiki: invasioni barbariche).

 

Anno 210 d.C. Impero Romano con le provincie.

 

U.r.l. da wikipedia

 

Se la fondazione di Venezia ufficialmente viene data per il 25 marzo del 421, prima sui quei stessi rivi e dossi, cosa o chi c'era? La risposta verrebbe intuitiva pensando ad una zona  frequentata da indigeni cacciatori e pescatori, dimoranti in capanne inprovvisate, e sbaglieremmo se pensassimo in tale modo per il II ed il I secolo a.C., infatti da Marco Valerio Marziale scrive: (dal sito www.fondazionepremioaltino.it) ... Nella città di Altino, all’interno delle mura esistevano templi, giardini, edifici pubblici e, sui  bordi della laguna, come scriveva il poeta Marziale, vi erano pure ville lussuose. La zona era conosciuta anche per l’ottima qualità della lana e la sua lavorazione, per la razza particolare di mucche, per la bontà del vino e per i suoi prodotti ittici.

Leggete anche  questa interessante pagina, che illustra un aspetto poco conosciuto; dal sito www.viagginellastoria.it   ...Tutto il territorio dell'Estuario odierno era emerso, coperto da boschi, interrotto da acquitrini di acque dolci e da ondulazioni di brevi dossi ...Venezia, non nacque su cento isolette galleggianti nel mare, composte da fangosi detriti ... (continua).

Continuiamo col Marzemin sul sito di www.enricodavenezia.it  ...Il Filiasi identificò questi reperti come parti di una salina antichissima risalente al 1° secolo a. Cristo, quando la zona si trovava nell’agro romano, municipio di Patavium dal quale dipendeva Matamauco e Rivoalto.

Se tutto il territorio risentiva dell 'influenza romana e parliamo dei luoghi dove nascerà la futura città di Venezia, perchè non ne troviamo tracce? La risposta è ancora incerta, anche se delle opere trovate a 3 mt. di profondità dovrebbero essere di età romana; la natura del territorio e i grandi interventi idraulici succedutisi occultano quasi totalmente manufatti ed opere.
In aiuto viene ancora una volta il sito di Archeo sub.it
Sempre dal sito www.viagginella storia.it ... e a molta profondità nel sottosuolo cittadino e lagunare fu estratto, durante i secoli, copioso materiale epigrafico romano-patavino, che documenta la nobiltà della stirpe veneziana...(continua).

E Piero Leonardi (1908-1998) nelle "Cause geologiche del graduale sprofondamento di Venezia e della sua laguna" dice: Dai rinvenimenti fin qui ricordati si ricaverebbe l'impressione che il suolo della città si sia sprofondato da 6 a 4 metri (contestato) a partire dall'epoca preistorica, (continua - pdf).

Qualcosa si trova anche negli scritti di un grande appassionato di storia: Giuseppe Marzemin, e dal sito a lui dedicato http://www.marzemin.it/index.htm riprendendo la tesi che i primi a costruire  qualche cosa di significativo a Venezia fossero stati dei padovani, leggesi: "illuminano la ragione d’essere del manufatto scoperto nel quale ravvisai un resto del Porto- arsenale e nuova città — rifugio insieme, colà costruito dai Patavini nel loro agro marittimo municipale, per suggerimento di Decimo Bruto, dal 44 al 43 a. C. allo scopo di armarsi nell’imminente guerra civile e di costituire in quel luogo un rifugio e un castello anche a disposizione di Sesto Pompeo che era padrone del mare".

A quel tempo Padova era uno dei centri più importanti della X Regio e il territorio rivoaltino era sotto la municipalità di Patavium. Pare invece cadere l'ipotesi della fondazione di Venezia da parte dei profughi di Altino dovuta dall'invasione di Attila. leggi Altino Wiki ...Gli storici attuali hanno messo in forte dubbio il topos tramandato dalle cronache secondo le quali la fondazione di Venezia fu in relazione con il saccheggio della città da parte degli Unni, avvenuto nel 452. L'abitato, infatti, superò la devastazione e continuò a sussistere per diversi secoli. Furono altre invasioni a determinarne la scomparsa (Longobardi, Ungari), ma soprattutto le mutate condizioni climatiche e ambientali legate all'innalzamento del livello del mare e all'abbandono del sistema di regolazione idraulica.

In questo periodo di Pax-Romana che ebbe il suo effetto principalmente nel cuore dell'impero, e meno ai suoi confini,  bisogna prendere in considerazione un nuovo fattore in rapida crescita: la religione cristiana.

da Wiki: Il primo imperatore che entrò in contatto con la neonata religione cristiana fu l'imperatore Tiberio: alcune tarde fonti cristiane (Giustino e Tertulliano), riferiscono infatti di un messaggio inviato dal prefetto di GiudeaPonzio Pilato a Tiberio nel 35. (nota:  Gesù Cristo cominciò la sua predicazione quando aveva 30 anni). ... i romani identificarono nel Cristianesimo quello che consideravano "ateismo". Per loro i cristiani erano ebrei e pagani che avevano tradito i loro dèi e quindi il loro popolo, si riunivano in segreto per praticare riti apparentemente magici. (continua). L'apostolo Pietro giunse a Roma nel 42 a.C. per fondarvi la comunità cristiana.

Ed ora la tradizione che diventa mito per dare illustro alla nascita della città di Venezia.

La tradizione vuole che Marco, giunse a Roma con Timoteo, su richiesta di Paolo, alla sua morte (67 d.C.), si mise al servizio di Pietro, e come fosse stato inviato dallo stesso nella metropoli alto-adriatica di Aquileia - capoluogo della Regione Venetia et Histria - per curare l'evangelizzazione dell'area nord-est.
Ma per meglio seguire la tradizione, sentiamo com'è riportata da Andrea Dandolo nella sua cronaca (l. 1, c. 1), ...com'egli, nel ritornarsene a Roma, dopo avere trascorso un tratto di mare, sia entrato in quel sito paludoso, dove sono le lagune di Venezia, e giunto propriamente colà, dov' era per sorgere la nostra città, e allora non v'avea che poche isolette deserte, che s'alzavano in qualche punto delle più alte paludi, siavi approdato, e messosi alquanto a riposare. Rapito fuori di sè, vede discendere un angelo, il quale gli dice: Pace a te, o Marco. Qui il tuo corpo riposerà. Dalle quali parole Marco argomentando di essere per perire colà dal naufragio, l'angelo rassicurollo che ancora assai gli rimaneva da faticare e patire per Cristo nella sua vita; ma che, dopo il suo martirio, i popoli finitimi a quel luogo fuggendo dalle spesse persecuzioni, fabbricherannovi una magnifica città, e meriteranno di avere colà il suo corpo. Cui Marco rispose: O Signore, si faccia la tua volontà; e poscia compì felicemente il viaggio, e ritornossene a Roma. A questa tradizione non si potrà certamente attribuire la certezza, nè l'autorità di documenti irrefragabili; nè neghiamo che si possa mettere in dubbio da alcuno. Ma tuttavia se si rifletterà alle gravi testimonianze che la favoriscono, e alla non interrotta credenza dei popoli aquileiese e veneto, e tale credenza, che diede animo ai veneziani a tanto ardore di devozione, si potrà ancor concederle tale assenso, che assecondi e sostenga il pio affetto dei veneti, di poter chiamare l'evangelista Marco padre della loro fede. E, fuor di dubbio, nessun figlio di Venezia potrà trasportarsi col pensiero all'isola deserta, da cui non ancora sorgeva Rialto, e vedervi Marco assorto in quell'estasi, e udire annunziare la futura città, che gloriosa era per nascere e rimanere sempre cattolica, e non sentire quasi in un solo affetto la divozione di s. Marco e l'amore della patria. Quest'era il sentimento, che le parole: Pax tibi, Marce, evangelista meus, scritte sul libro, fra le zampe dell'alato leone di Venezia, e dall'angelo allora dette a Marco, risvegliavano nel cuore del fedele suddito della repubblica (V. De Rubeis, Monum. eccl. Aquilei.). Pietro, allora correndo il terzo anno di Claudio imperatore, e il quadragesimo quinto dell'era volgare, mandò il suo figlio diletto Marco in Egitto…

da Anonymus: A Venezia nel sestiere di Castello nell’omonimo campo vi è la chiesa di San Francesco della Vigna, i francescani nel 1253 ebbero per testamento da parte di Marco Ziani figlio del Doge Pietro, l’eredità di quel fondo, sopra cui era una piccola Chiesa, eretta da quella illustre famiglia a onore di San Marco Vangelista, la quale come quella che era fondata in una Vigna, dicevasi San Marco della Vigna. Quindi è che al presente nell’Orto grande di questo Convento vedesi una Cappelletta dedicata a S. Marco, essendovi pia tradizione che il santo Vangelista partito da Aquileja per Roma, si fermasse in questo sito paludoso, e quivi fosse visitato da un Angiolo, che gli disse; Pax tibi Marce Evangelista meus. Dalla qual tradizione avendo preso motivo la Famiglia Ziani di ergere l’accennata piccola chiesa, questa che al presente si vede o è forse la stessa, o almeno in questo sito sarà stata eretta l’antica.

 

Ma Roma nonostate le esortazioni di Tito Livio è diventata troppo ricca e potente e non pensa più all'amor di patria, all'austerità  e alla severità dei costumi, s'avvia anzi verso un lento ma innarestabile declino. Oltre al teatro e alle terme, due altre forme di spettacolo riscuotevano entusiasmo: la corsa dei carri e la lotta dei gladiatori. In quegli anni l'autorità dell'imperatore divenne sempre più tirannica e dispotica. Nel 64 nel famoso incendio di Roma sotto Nerone i cristiani vennero accusati di essere i responsabili dell'avvenimento e subirono gravi persecuzioni.

dal sito: ... nei primi 3 secoli dell'era cristiana, nonostante l'insorgenza di crisi interne dovute a divergenze dottrinali, il cristianesimo proseguì la sua penetrazione entro l'impero Romano. Fino al 64 a.c. il mondo politico e culturale rimase pressoché indifferente alla predicazione di questa nuova dottrina, solo gli ambienti giudaici le furono ostili.

L'impero romano raggiunse la sua massima estensione sotto l'imperatore Traiano, (imperatore dal 98 al 117 d.C.), esso da quel momento  non combatte più per assogettare nuovi territori ma solo per difendersi dalla minaccia dei popoli barbari. Nel 122 e il 125 venne costruito il vallo di Adriano,

Il cristianesimo tollerato continua a diffondersi in tutte le regione dell'impero romano, contendendo le altre religioni presenti e contro le prime nascenti sette eretiche, in special modo contro lo gnosticismo. A roma Tacito e Giovenale sono i più grandi scrittori del momento, Tacito come storico scrive: "Gli annali", "La Germania", "Le storie"; Giovenale, poeta, compose "Le opere", entrambi criticavano i costumi corrotti dell'impero e rimpiangevano la libertà dell'era repubblicana.

 

Alcune notizie sulla guerra giudaica - romana. - Giuseppe Flavio - La situazione giuridica degli ebrei a Roma -Editto di Claudi. - Chrestus giudeo o cristiano?.

Poco nota, se non per larghi tratti, è l'andamento della conquista della palestina da parte dei romani,  da wiki: prima guerra giudaica a cui segue la seconda guerra giudaica e infine la terza guerra giudaica. - Dal sito: Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio, e dal sito: Giuseppe Flavio chi era.
Letture quasi obbligate per capire meglio come i romani vedessero i Giudei; dall'editto del 49 dell'imperatore Claudio (dal 41 al 54 d.C)., Svetonio riferisce di alcuni disordini provocati dai Giudei su istigazione di un certo Chrestus, per i quali l’imperatore emise un mandato di espulsione. Ci si interroga se questo Giudeo fosse invece cristiano, dal sito: La storicità di questo breve riferimento non è mai stata messo in discussione. Tuttavia esso presenta alcune difficoltà quando lo si vuole ricollegare alla storia del cristianesimo. Dal sito, Alcune pagine del libro: Gli ebrei nell'impero romano a cura di Ariel Lewin, Giuntina, Firenze 2001.

Le cause della rovina di Roma.

La causa principale è da tutta riconosciuta dall'enorme estensione dei confini dell'impero Romano e dallo sforzo per mantenere sotto le armi  migliaia di uomini per difenderli. Anche se era prassi romana dare agli stessi barbari diventati fedeli la difesa delle loro zone con la concessione di poterle sfruttare anche economicamente, essi si sottrassero frequentemente al loro compito dato che non si sentivano "parte" di quell'impero, non meno grave fu l'aumento di popolazione che portava ad uno sfruttamento di risorse, dalla corruzione crescente e di persone incapaci che coprivano i posti di comando.

Lasciamo  Roma per capire come i primi Cristiani siano arrivati nelle Venezie, dal sito:  E’ inoltre possibile supporre che a Concordia Sagittaria si sia costituita, fin dal II-III secolo d. C., una comunità cristiana, e si ritiene che Concordia, importante presidio militare e centro commerciale romano, abbia avuto, a partire dal I sec. d.c., contatti con alcuni Paesi del Vicino Oriente, quali la Siria e l’ Asia Minore, terre dove erano sorte le prime comunità cristiane. (continua).

Durante l'impero di Marco Aurelio i barbari Quadi e Marcomanni passarono le alpi ed assediarono Aquileia (170 d.C.), ma gli apprestamenti difensivi,  le permisero di superare gli assedi. L'Impero Romano dal 165 al 189 venne afflitto da una pestilenza, La città di Aquileia vide a partire dal 168 ammassarsi nel suo territorio immense quantità di truppe e il timore che questo assembramento potesse trascinarsi dietro il pericoloso morbo si rilevò presto fondato. Leggi online dal sito: De peste Antoniniana commentatio. ...Morborum popularium origines et in genus humanum effectus cognoscere, medicinae illius nobilioris est, quae febres et ulcera agitare non contenta, rerum naturam circumspecte scrutatur... .

Aquileia: snodo di Cristianità, dal sito ... Aquileia giunse ad avere così più di 200.000 abitanti e ad essere la quarta città d'Italia. ... Più probabilmente, ma senza escludere una penetrazione cristiana precedente, si può affermare che i primi nuclei cristiani siano databili verso il III secolo. ... (continua). Concordia Sagittaria: nei primi secoli del Cristianesimo ... quindi è possibile ipotizzare che il messaggio cristiano sia giunto nelle nostre terre tramite commercianti e soldati, all’interno di scambi culturali che si affiancano ad azioni più strettamente di commercio o di difesa. E’ inoltre possibile supporre che a Concordia si sia costituita, fin dal II-III secolo d. C., (continua). Aquileia SanCromazio un pdf dal sito: Le origini cristiane di Aquileia.

La leggenda di Marco "San" qui Marco cade in estasi e gli appare un angelo che gli profetizza le ulteriori fatiche apostoliche sino alla costruzione di una meravigliosa città, dove sarebbe riposato il suo corpo.

Per chi volesse documentarsi a riguardo le persecuzioni dei cristiani avvenute nell'impero romano, provi visitare il sito: ...mentre la religione cristiana rifiutava il sacrificio agli dèi tradizionali, ponendosi in tal modo agli occhi dei romani in antitesi allo stato, a differenza dell'ebraismo, accettato da Roma fin dai tempi di Giulio Cesare. ...
e un pdf (stralcio) dal sito dell'editore G. Giappichelli. ...– i cristiani sono giustificati a disobbedire ai comandi delle autorità: “si deve obbedire – sta scritto negli Atti degli Apostoli – prima a Dio che agli uomini”. ...

Dopo Caracalla morto nell'anno 217 d.C.  decine di imperatori si succederono al potere, quasi tutti finendo per essere uccisi in congiure; se pur decadente, l'impero romano riesce a contenere alle frontiere le molte avanzate dei popoli barbari: Alamanni,  Goti, Lazingi, Franchi ed Arabi. Nuova stabilità venne assicurata dall' imperatore Diocleziano che associò al potere Massimiano, Diocleziano avrebbe governato  da Nicomedia l'Oriente, Massimiano da Milano l'Occidente, i due imperatori scelsero poi i loro successori affidando loro poteri politici ed amministrativi. Cosicchè l'impero romano venne retto da quattro persone, con un sistema chiamato "tetrarchia".

 


La tetrarchia voluta da Diocleziano finisce  nel 305 quando egli  decide di abdicare, cominciarono così molti disordini per la lotta per il potere, fino a che Costantino figlio di Costanzo Cloro riesce a diventare imperatore, egli poi con l'editto di Milano del 313 proclamerà la religione cristiana, religione ufficialmente tollerata, anzi si convertì e promosse il concilio  Ecumenico di Nicea e ne resse la presidenza , detto Concilio ebbe luogo il 20 maggio 325 al quale parteciparono più di duecento vescovi.
Interessante sito su Costantino e la 'conversione' dell'Impero (305-337) e non solo. ... Al di là degli aneddoti e delle leggende sulla conversione dell'Imperatore (la quale pare sia avvenuta, se non alla vigilia, quantomeno nel periodo della guerra contro Massenzio), al di là del problema posto dalla sincerità di tale vocazione religiosa ... .
Costantino il Grande:  Un piccolo compendio agiografico per il padre dell'Impero di Bisanzio.

Nuova Roma, ovvero Costantinopoli, ovvero Bisanzio. L'antica città greca venne fondata da coloni di Megara nel 667 a.C. e chiamata Byzantion (Βυζαντιον) in onore del re Byzas. L'atto ufficiale di fondazione della nuova capitale si tenne l'11 maggio330 d.C. (da Wikipedia).

Col trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli l'impero romano viene definitivamente smembrato, quello che poi sarà chiamato d' Occidente entrerà ben presto in crisi,  fra gli anni 324 - 330 si assistette ad un massiccio esodo di cittadini che trasportarono via anche numerose opere d'arte.

Impero Romano d' Oriente:Alla morte di Teodosio (395) l'Impero fu diviso in due parti: un Impero d'Occidente, con capitale prima a Milano e poi a Ravenna, e un Impero d'Oriente con capitale a Costantinopoli. L'Impero d'Oriente comprendeva alcune tra le più ricche e floride province dell'Impero Romano: l'Asia minore, la Grecia, la Siria, l'Egitto.

Impero Romano d'Occidente: L'Impero romano d'Occidente iniziò a configurarsi come organismo statuale autonomo alla morte dell'imperatoreTeodosio I (395) il quale decise di affidare gli immensi territori, sempre più vulnerabili alla pressione dei barbari, ai suoi due figli: ad Arcadio, il maggiore, fu assegnato il governo della parte orientale dell'Impero mentre a Onorio, il minore, spettò la parte occidentale.

Vorrei a questo punto saltare alcune decine di anni, questo capitolo se molto importante per Roma ed i suoi fedeli alleati è molto doveroso di particolari, e ci vorrebbero diverse pagine per seguirne interamente lo svolgimento, ciò porterebbe poco o nulla al mio scopo, ovvero comprendere i fatti che hanno creato i presupposti per la nascita di Venezia, comunque credo di aver portato il lettore al punto, che:

l'impero romano d'Occidente è in fase decadente, ma vi è l'Impero Romano d' Oriente che avra' lunghi rapporti con Venezia.

i cristiani diventano religione di stato e ci sono presenze anche nelle principali citta (di allora) del veneto le quali diventeranno poi sedi Vescovili.

l'esercito Romano è viavvia impregnato di barbari i quali diventaranno sempre più indispensabili ed importanti, fino a diventare imperatori, l'urto ai confini di popolazioni di barbari spinte a loro volta da altre popolazioni sfondano per prima i confini dell'impero romano e poi arrivano anche in Italia.

la distinzione dei barbari: da quelli da razzia a quelli stanziali, loro insediamento e le ralzioni con i vicini.

 

Ho provato interesse a questo punto leggere la storia degli Unni, e la battaglia di Erac, quest'ultima apparentemente così ininfluente per la nostra storia, ovvero per l'Impero Romano; ma le conseguenze derivate ai popoli che vi hanno preso parte sarà come una valanga che allargandosi sempre più sconvolgerà tutte le popolazioni europee. Dal sito Wikipedia: Unni -  La loro origine non è chiara, ... Gli Unni erano un popolo bellicoso, probabilmente di origine mongola ... Unni e gli Hsiung-Nu ... identificazione con gli Hsiung-Nu non sia certa ... La stirpe mongolide degli Unni viene messa in dubbio ...

La calata delle orde nomadi degli Unni sulle pianure dell'Ucraina e della Bielorussia avvenne tra il 374 ed il 376 e si concretizzò come il classico "Effetto domino": vennero travolti dapprima Sarmati, Alani, Ostrogoti, Sciri, Rugi (Battaglia del fiume Erac) e, quindi, Visigoti, Eruli, Gepidi, Burgundi, Franchi, Svevi, Vandali ed Alamanni, i quali tra il 378 ed il 406 si abbatterono in massa sull'Impero Romano d'Occidente, disintegrandolo nel giro d'una settantina d'anni e creando, al suo posto, i regni romano-barbarici. Nel frattempo un gruppo di Unni misto ad Avari, a Turchi e a Bulgari, staccatosi dall'orda principale, aveva messo a ferro e fuoco l'Impero Sasanide di Persia, stanziandosi nelle regioni comprese tra il Lago Balqaš ed il Fiume Indo, ed invadendo l'India stessa.

Nel 395 morì l'imperatore romano Teodosio, l'impero fu diviso fra i due suoi figli, Onorio divenne imperatore della metà d'Occidente e fece di Milano la sua capitale,
Arcadio divenne imperatore della metà d'Oriente e cioè di quella bizantina, con capitale Costantinopoli. A causa della calata ei Visigoti comandati da Alarico, (un tempo mercenari dell'imperatore romano Teodosio I alla cui morte essi rinnegarono la fedeltà a Roma e proclamarono loro re appunto Alarico) Onorio spostò la capitale a Ravenna, città meglio difendibile protetta com'era dai fiumi che formavano ampi acquitrini paludosi, tant'è che lo stesso Alarico dopo averla puntata preferì andare verso Roma. Infatti Alarico varcò le alpi giulie e devastò le provincie di Venezia della Ligura e della Etruria praticamente incontrando nessuna resistenza e cinse d'assedio Milano (capitale dell'Impero romano d'Occidente).Contro i Visigoti si erse la figura di Stilicone, quando Onorio salì sul trono d'Occidente, Stilicone divenne de facto il comandante in capo delle truppe dell'esercito d'Occidente. Da wiki -  Prendendo a pretesto il fatto che Alarico non avesse ottenuto un ruolo di comando nell'esercito romano, Visigoti invasero la Tracia e la Macedonia, Stilicone intervenne in soccorso dell'Impero d'Oriente (continua)... Nel 397, intanto, Alarico aveva invaso il Peloponneso, ma venne affrontato da Stilicone ... Alarico, giunto ad un accordo con Arcadio, venne nominato dall'Impero d'Oriente magister militum per Illyricum, e ciò gli permise di riequipaggiare il suo esercito di nuove armi ... rafforzatosi con le armi romane ottenute come governatore militare e ancora insoddisfatto del trattamento ricevuto dai Romani, mosse ben presto verso l'Italia, superando i primi contrafforti alpini nell'anno 401. Erano iniziate, per l'occidente romano, le invasioni barbariche. (continua)... Alarico, dopo aver chiesto a suo cognato Ataulfo, che si era stabilito con i suoi Goti in Pannonia, di unirsi a lui nell'impresa, raggiungendolo con la sua armata in Italia, iniziò l'invasione della Penisola: passando per Aquileia e le altre città oltre il Po, cioè Concordia, Altino e Cremona, e... cominciò quello che pasdò nella storia come il sacco di Roma del 410 (preceduti nel 408 - 409  da assedi).

L'unica persona capace di creare un baluardo di difesa contro la minaccia barbarica, ovvero Flavio Stilicone (latino: Flavius Stilicho; ca. 359 – Ravenna, 22 agosto408) fu un magister militumromano d'origine barbarica, patrizio dell'impero romano d'occidente e console; che si sforzò di riorganizzare la burocrazia statale e riuscì a battere ripetutamente i Goti fu giustiziato per via di magistrati che gelosi della sua potenza tramarono contro di lui.

 

 


 

 

 

La battaglia del fiume Erac: da Wikipedia -  Storia e conseguenze posteriori: La Battaglia del fiume Erac, fiume tuttora non identificato che scorre nella pianura ad occidente dell'odierna Crimea, gettandosi nel Mar Nero, fu una battaglia combattuta nel Regno del Bosforo Cimmerio, nel 375, dall'esercito degli Unni, appoggiati da un contingente di Alani sottomessi precedentemente, contro una coalizione di barbari di stirpe germanica. (continua). Storia e conseguenze - Gli Ostrogoti, gli Alani, i Sarmati, gli Eruli, i Turcilingi, gli Sciri, i Rugi ed i Gepidi superstiti furono asserviti agli Unni, mentre i Roxolani e gli Iazigi scomparvero dall'Europa. Gli Unni iniziarono ad attaccare l'impero persiano dei Sasanidi a partire dal 390 d.C. ed a fornire mercenari agli imperi romani;(continua). E non dimentichiamoci dei Visigoti, popolo di origine germanica, appartenente alla tribù dei Goti, furono tra quei popoli barbari, che, con le loro migrazioni, contribuirono alla crisi e alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, specialmente con Alarico ed i sacco di Roma.

Dal sito di wikipedia: Attila -  gli Unni ricevettero, intorno al 435, un'ambasceria da Flavio Ezio, generalissimo dell'Impero romano d'Occidente: i Romani d'Occidente chiedevano agli Unni sostegno militare contro le minacce nella Gallia, ... (continua).

Dal bel sito: www.migrazioni.altervista.org: Il periodo dal 433 al 454, sotto Attila, fu per gli Unni l'apice del potere, ... Nelle loro spaventose scorrerie gli Unni si spinsero sino alla Francia meridionale e fino a Roma ... Nel 452 gli Unni invasero l'Italia saccheggiando numerose città, ma prima di raggiungere Roma tornarono indietro nella Pannonia dove Attila ...(continua).

Leggendo della battaglia dei Campi Catalaumici, -  La vittoria romana ottenuta ai Campi Catalaunici non fu decisiva: Ezio non volle sfruttarla appieno, rinunciando a inseguire le forze unne in ritirata, nel timore che il loro annientamento avrebbe accresciuto troppo la forza degli alleati più potenti dei Romani, i Visigoti. Frustrato nei suoi piani di saccheggio in Gallia, l'anno successivo Attila rivolse il suo esercito contro l'Italia.

Attila invade l'Italia dal sito http://cronologia.leonardo.it Dalla Pannonia attila ritorna in Italia e distrugge Aquileia, e conquista Altino, Concordia e Padova e mosse verso Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo, entra a Milano ed a Pavia.  . e la biografia di Attila.
Dal sito di www.governolo.it: Di fronte a tanto pericolo, il Generale Ezio decise, in nome dell'imperatore Valentiniano III, di negoziare con gli Unni. Fu scelto come ambasciatore Papa Leone I. ...(continua), dallo stesso sito si può scaricare un pdf del testo di Gabrielle Bertazzolo della Descrizione della vita di San Leone Papa e di Attila flagello di Dio.
Di un certo interesse è la visualizzazione dal sito di Wiki la videata degli Imperatori romani succedutosi, si noti infatti quale tremendo e nefasto periodo possa essere codesto: moltissimi "imperarono" per pochi anni, e i  periodi di interregno.
Questo bel sito di francots dal quale linkiamo la pagina sulla dominazione romana dal 27 a.C. al 452 d.C.. ed estrapoliamo le seguenti righe: Giulio Nipote (474-475 d.C.); L’impero è oramai governato dai generali germanici che si contendono il controllo delle provincie e la nomina di imperatori fantoccio. L’ultimo tentativo contro di loro è effettuato dal governatore indipendente dell’Illiria Giulio Nipote, che diviene imperatore d’occidente con l’appoggio di Leone I imperatore d’Oriente (24 VI 474). Nipote ordina il disarmo dei mercenari germanici ma questi insorgono guidati da Oreste "Il Pannonico" ... (continua).
L'impero Romano si "disimpegna" nella Britannia; nel 407 le legioni romane avevano abbandonato l'isola a se stessa. ... i Visigoti ...gli Svevi ... La Gallia ... I Franchi ... I Visigoti ...  i Burgundi ... gli Ostrogoti ... i Longobardi ... i Vandali. (continua su Wiki: i Regni Romano - Barbarici).
Allora ricapitolando, Ezio era riuscito ad allearsi co gli Unni  per tenere sottto controllo i Burgundi, Attila con i suoi Unni proveniva dalle steppe della Russia e dopo una lunga migrazione nomade durata un secolo occupa la Pannonia,  l'Impero romano d'Occidente non avendo la forza per intervenire ne diede il benestare, ma gli Unni si propagarono anche nelle provincie danubiane che erano sotto il controllo dell'Impero Romano d'Oriente, Costantinopoli  riuscì a tenerli a bada solo pagando loro dei sussidi, ma Attila nel 450 rivolse la sua attenzione verso l'Occidente e precisamente verso la Gallia, a Troyes nel 451 un esercito di Germani e Romani nella battaglia dei Campi Catalaunici lo sconfisse, risparmiato da logiche politiche, egli nel 452 con i suoi penetrò in Italia devastando la pianura padana; poi si ritirò, si disse che fu l'incontro con Papa Leone a dissuaderlo nel continuare l'invasione, chi propose il fatto che il suo esercito era decimato da malattie, chi disse che temeva l'intervento di un esercito mandato dall'impero d'oriente, o per non finire come Alarico che poco dopo il sacco di Roma morì in Calabria, fatto sta, che egli si ritirò nei suoi stanziamenti oltre il danubio, e nell'anno seguente, il 453 vi morì, tutte le popolazione germaniche che erano sotto il  controllo degli Unni ebbero l'indipendenza. L'impero Romano visse in quegli anni momenti molti confusi, ormai i barbari romanizzati o non, avevano occupato le provincie romane. I vandali che erano in Spagna conquistarono la Sardegna e la Corsica, i Visigoti ebbero tutta la Gallia, l'esercito ormai formato quasi esclusivamente da barbari romanizzati aveva eletto Odoacre come re d'Italia, l'impero d'Oriente con allora l'imperatore Zenone non fece una piega, così fecero gli stessi ambienti romano occidentali, si arriva all'anno 476, con il quale si indica la data della caduta dell'impero romano d'Occidente.
Similmente a Papa Leone: San Lupo di Troyes
Dall'istorico Prisco: Ambasceria di Teodosio il Giovane ad Attila Re degli Unni books.google.it pdf
Storia della decadenza e rovina dell'Impero Romano Vol. 6 Edoardo Gibbon: ...  Quando egli (Attila) prese possesso del palazzo reale di Milano, restò sorpreso e irritato alla vista di una pittura, che rappresentava i Cesari assisi sul trono ed i Principi Sciti prostrati a' lor piedi. La vendetta, che Attila  prese contro questo monumento di vanità Romana, fu innocente ed ingegnosa. Ei comandò ad un pittore, che rovesciasse le figure e le attitudini: e sulla medesima tela furon dipinti gl'Imperatori che si accostavano, in atto supplichevole a vuotar i lor sacchi d'oro tributario avanti al trono del monarca Scita. Google.books.pag 446
 

 continua su Venezia origni seconda parte


Da leggere:
Da Paolo Diacono la storia dei Longobardi: Historia Langobardorum.
Da Wikipedia ottimo link sull'invasione Longobarda e sull'Esercato d'Italia: L'Esarcato d'Italia (o Esarcato di Ravenna).
Fondazione della città di Eraclea.
Torcello nuove ricerche L'ERMA di BRETSCHNEIDER
Il patriarcato di Aquileia un interessante sito che spiega anche del sisma avvenuto nel patriarcato.

 Sito in costruzione .......

Sarebbe bello leggere:

Di Giovan Battista Pellegrini dal sito Treccani.it:  "Origini -Veneti Venezie Venezia: dai Veneti ai Venetici.

Di Diego Calaon: Prima di Venezia Terre, acque e insediamenti - pdf -.

La Tavola Peutingeriana o Tabula Peutingeriana è una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero. La tavola Peutingeriana, (continua su Wiki...); dal sito www.euratlas.net: le mappe nella Storia.

Il Museo di Este, questo museo può essere considerato una tappa obbligata per studiosi e visitatori che vogliano seguire nel dettaglio l'evoluzione dell'antica civiltà veneta (continua...).

La via dell'ambra un pdf dal sito Mineraliepietre e da Wiki.

I Veneti preromani nel contesto europeo, dal: Centro Studi La Runa, e dallo stesso sito: la Lingua Venetica.

Un scolastico e meritevole "excursus"  dal sito: www.istruzionealtivole.it.

La Laguna e il mare, dal sito Treccani: Origini ambiente e insediamenti.

Le antiche attività lagunari. un piccolo riassunto dal sito: www.enricodavenezia.it

Origini Aquileia, Grado, Malamocco: La chiesa Aquilese. dal sito www.treccani.it

Ammiana wiki: era un importante centro della Laguna Veneta, da secoli completamente scomparso. Sorgeva tra le attuali isole di Santa Cristina e della Salina, a nord-ovest di Lio Piccolo. Era contigua ad un altro sito abbandonato, Costanziaco.  E dall'Archeologia Medievale di Venezia - Università di Ca' Foscari- Motta di San Lorenzo in Ammiana.

Editto di Tessalonica: L'Editto di Tessalonica, conosciuto anche come Cunctos populos, venne emesso il 27 febbraio380 dagli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II. Il decreto dichiara il credo nicenoreligione ufficiale dell'impero, proibisce in primo luogo l'arianesimo e secondariamente anche i culti pagani.

Elenco delle pubblicazioni curate, promosse, patrocinate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto disponibili per scambi bibliografici.
Malamocco, dal sito Cominciò ad essere abitato verso la metà del V secolo d.C., quando le popolazioni di Altino, Padova, Este fuggivano le stragi dei barbari ed i furori di Attila.... aveva Rotar, re dei Longobardi, ordinato che vi fussero due vescovi in ciascuna città vescovile, uno per i Cattolici l'altro per gli Ariani. Berguardo, vescovo di Padova, per non comunicare con un vescovo ariano, abbandonò la chiesa e ritirossi a Malamocco, dove stabilì nel 638 la sede vescovile colla approvazione del sommo pontefice. Questo novello vescovado fu dichiarato suffraganeo del patriarcato di Grado, ma dopo l'incendio del 1105, venne la sede di Malamocco trasferita a Chioggia. (continua).
Dalle pagine del libro: Nuova serie de Vescovi di Malamocco e di Chioggia accresciuta,... di Girolamo Vianelli (....- 1793). ...Comecchè il Vescovado di Malamocco, dal luogo, in cui poscia ne fu trasportata la Sede, ora intitolato di Chioggia, non sia de' più antichi d'Italia; oscuro non per tanto, n'è il suo vero principio, ed incerto il di lui fondatore. Infatti scrittori non mancano, che cominciato suppongano il Vescovado nostro circa la metà del quinto secolo; quando cioè Attila Re degli unni l'anno di nostra salute 452, presa dopo ostinato assedio, saccheggiò ed arsa Aquileia, ed occupate eziandio e distrutte le due forti Città d'Altino e Concordia, indirizzavasi verso Padova; la qual poi similmente sottomise, e secondo il parere dei più, in un mucchio di pietre ridusse. Imperciocchè allora fu, dicono i mentovati Scrittori, che fuggiti i miseri Padovani, que' più almen che poterono, colle cose a loro più care alle varie Isole della Veneziana laguna, e alle marittime spiagge vicine, seguilli altresì Beraulo o Barulo loro sagro Pastore; il quale fermatosi con il suo Clero nel lido di Malamocco, che appunto in tal occasione cominciò a popolarsi notabilmente, quivi, risaputa la distruzione di Padova, stabilì la sua Sede, e vi restò finchè visse, ... (continua).

I claustra Alpiium Iuliarum: Come si intuisce dal nome, i claustra Alpium Iuliarum si trovano nelle Alpi Giulie e costituiscono il raggruppamento di una serie di fortificazioni e delle cosiddette "difese lineari" lunghe muraglie di pietrame munite a volte di torri ... dal sito Academia.eu