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L TEATRO DEI BURATTINI (1° PARTE)

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IL TEATRO DEI BURATTINI: a cura di Lidia Menorello



PAOLO PAPPAROTTO… BURATTINAIO

(1° Parte)





Buratto è un termine arcaico che può avere diversi significati per setaccio, riferito a diversi strumenti usati per setacciare ("abburrattare") la farina; spesso indicava semplicemente un semplice panno di stoffa grezza usato a questo scopo. In alcune forme dialettali dell'Emilia e della Romagna, ad esempio, "buratto" o Burazzo (buràz) è rimasto in uso col significato di strofinaccio; il Buratto è anche il bersaglio di forma umana, che viene colpito dai cavalieri nella Giostra del Saracino e, infine, è anche la macchina per eseguire la lavorazione di burattura su dei pezzi meccanici. Ma il Buratto rimane, comunque, per tutti l’indiscussa “veste” del Burattino: fantoccio di legno o pezza. E’ a loro che Paolo Papparotto capocomico e “Papà” dei Burattini, ha dedicato la sua vita, sin dal lontano 1979…


In questi anni di attività la “Burattinesca Compagnia dei Bisognosi” ha prodotto decine di spettacoli, visti in tutta Italia. Ha partecipato ufficialmente a festival internazionali nelle città di Siviglia, Barcellona, Madrid e Alcalà de Henares in Spagna, Bielsko Biala in Polonia, Teheran in Iran, Zagabria in Croazia, Lubiana (festival mondiale UNIMA) e Capodistria in Slovenia, Topol'cianky in Slovacchia, Ascona in Svizzera, Istanbul in Turchia, Praga in Rep. Ceca, Cali in Colombia, Bekescsaba in Ungheria, Girne, Nicosia e Famagosta in Cipro, Sarasota in Florida, nonchè in Italia, tra gli altri, a quelli di Cervia, Perugia, Castellammare di Stabia, Gorizia, Certaldo, Longiano, Firenze, S.Miniato, P.to S. Elpidio, Valli del Natisone, Colle Umberto, Pinerolo, Alba ecc.

Altri riconoscimenti: 'Bravo Pantalone' nomination al festival mondiale di Praga 2001 'miglior spettacolo tradizionale'; 'Arlecchino e la strega Rosega Ramarri' nomination al festival mondiale di Praga 2007 'miglior spettacolo per bambini' e 'migliore scenografia e burattini'.


Paolo Papparotto, inizia a lavorare nel 1979. Dal 1982 si specializza sui burattini della tradizione Veneta e sulla Commedia dell'Arte come Burattinaio solista. Inizia così un lungo lavoro di recupero, in modo originale e moderno, del carattere autentico delle maschere veneziane, che si era ormai quasi perduto nelle baracche burattinesche, in special modo di Arlecchino, ma poi anche di Pantalone, Brighella, Colombina e di tutte le altre, affrontando anche autori come Ruzzante, Goldoni e Gozzi. Nel 1983 fonda il Centro di Ricerca sul Teatro di Figure che ha lo scopo tra l'altro di raccogliere materiale storico e documentativo sui burattinai nel territorio Trevigiano e Veneto. Nel 1989 vince il Concorso Nazionale "Città di Cervia" per burattinai solisti nell'ambito del Festival "Arrivano dal Mare". Nel 1992 fa parte del gruppo internazionale Euromarionettes, col personaggio di Arlecchino. Nel 1994 dà vita al personaggio di Arturo, pupazzo per una serie televisiva per una TV locale. Nel 1996 fonda sulle ceneri del CRTF "La casa di Arlecchino", associazione di burattinai ed appassionati del Teatro dei Burattini, e la scuola di Teatro dei Burattini di Ponzano (TV), ora non più operante. Nel 2002 gli viene assegnato a Gonzaga il Premio Nazionale "Campogalliani d'oro" come "Miglior burattinaio dell'anno", nel 2005 vince la Marionetta d'oro nell'ambito del festival delle Valli di Natisone.


Cristina Marin, entra nella Compagnia nel 1998, diventando così “Mamma” ufficiale dei Burattini. Proviene da quel prodigioso vivaio di talenti del Teatro dei Burattini che è la Casa di Arlecchino. Collabora sia per la fase della realizzazione degli spettacoli che nell'animazione dentro in baracca.

LA


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   I primi Burattini simili a quelli che conosciamo oggi li troviamo fin dal medioevo, ma, in forme leggermente diverse, sappiamo che esistevano nell' antico Egitto (quello dei Faraoni) e nell'antica Grecia. Ma, se vogliamo, quando nella preistoria gli Sciamani nei loro riti, davanti al fuoco, agitavano i loro bastoni che avevano in cima la testa  di un animale, già quelli possiamo considerarli i progenitori dei burattini.

   Bisogna chiarire subito che il teatro dei Burattini è una forma di Teatro, e che la storia dell'uno e dell'altro si intrecciano continuamente. Infatti fare teatro con i burattini è un modo per risparmiare: costa molto meno un attore di legno rispetto ad un attore vivo: non mangia, non deve dormire... e in più non protesta! Inoltre un unico burattinaio muove molti attori burattini! Ma le storie possono anche essere le stesse.

   Certo che i burattini, essendo fatti di legno, non si muovono come gli uomini (mentre le marionette riescono ad assomigliargli già di più) e si esprimono meglio in forme meno ‘naturali’, più ‘simboliche’, ed amano meno le chiacchiere e più i movimenti… specialmente le bastonate. Per questo gli spettacoli fatti dai burattini sono per loro stessa natura diversi da quelli degli attori in carne ed ossa: sono molto più belli!

Paolo Papparotto







I personaggi degli spettacoli sono, indubbiamente, le maschere: Pulcinella, Pantalone, Brighella, Colombina e molti altri, e specialmente Arlecchino. Tutti questi personaggi sono stati studiati nella versione originale della Commedia dell'Arte.


Arlecchino tra tutti i Burattini rimane, comunque, l’indiscusso eroe di grandi e piccini. Socialmente catalogabile come servo bergamasco (cioè rozzo inurbato), è un acrobata, nei limiti consentiti dal guanto del Burattinaio; ama i travestimenti; è un amorale (non immorale, sia ben chiaro!); è un bugiardo, per il gusto delle spiritose invenzioni che ama accumulare, senza bisogno di essere coerente; ha una fame sconfinata ( proprio come il su arcaico progenitore, lo Zanni) ed ama le donne… specialmente quelle degli altri (ahimè !).Ma attenzione: non può esserci il vero Arlecchino senza avere al fianco il vero Brighella, il vero Pantalone, la vera Colombina.


Come ogni Compagnia itinerante che si rispetti, anche quella dei “Bisognosi” si avvale di due “Baracche”, quella su ruote, che può facilmente spostarsi, e quella fissa, o stabile.

Facili da montare e da trasportare, entrambe sono di pochissimo ingombro, adattissime quindi per ambienti piccoli, tipo scuole, e per il teatro di strada, a seconda dell’esigenza del momento.

E’ qui che il mondo dei Burattini prende vita; al loro interno e sul piccolo palco, infatti, vengono rappresentati tre degli spettacoli per il pubblico dei bambini; e 'le Farse di Arlecchino', uno spettacolo il pubblico degli adulti composto da alcuni pezzi, ciascuno di breve durata, che possono essere rimescolati tra loro e diluiti nel tempo e nello spazio


Baracca su ruote


Le Commedie ('Il Bugiardo', indirizzato ad un pubblico adulto; 'Per l'amore di Betìa' che funziona benissimo anche per i ragazzi delle scuole medie), sono pensate per una platea che ha voglia di gustarsi, seduta, un’ora e più di Teatro stabile. Le maschere sono le stesse, ma le baracche cambiano ad ogni spettacolo e le storie, sempre basate sul dialetto veneto, sono tratte dai classici: Goldoni e Ruzzante, anche se naturalmente, come per tutti gli spettacoli, l'intervento del Burattinaio stravolge il testo, senza, comunque, alterare le caratteristiche tipiche del teatro dei burattini fatte di ritmi e movimento.

 

 

 

Per un più pubblico numeroso, composto sia da grandi che da bambini, tipico dei Teatri e delle Piazze estive, la Compagnia propone altri spettacoli che utilizzano uno spazio scenico più grande.


Nella grande baracca che riproduce Campo della Misericordia a Venezia vengono ambientati 'La strega Rosega Ramarri', 'Arlecchino e Lo starnuto di Ercole', 'Arlecchino Alchimista e Medico', e 'Arlecchino e la Coppa dell'amore', storie che utilizzano le modalità interattive, rivolgendo e coinvolgendo i bambini… e anche gli adulti presenti in sala.


Per venire incontro alle esigenze dei bambini più piccoli in 'Arlecchino e la luna nel sacco' è stato inserito il personaggio esterno di Marcolina, che, nella sua cucina, si rapporta continuamente con loro e con i burattini.


'Bravo Pantalone' si avvale della baracca del Campo della Misericordia; inoltre, essendo basato più sul movimento che sul dialogo, è adatto anche ad un pubblico internazionale.


(Dietro le quinte)


'Bellissimo! (vita morte e miracolo di Giacomo Casanova)' richiede un palco grande, dove, in parte a vista, in parte dietro baracche diverse, si svolge la scena.


'En attendant Pierrot' si rivolge ad un pubblico di soli adulti, e viene rappresentato in teatro col buio assoluto.


E’ una rivisitazione di 'Aspettando Godot' in chiave Arlecchinesca, assolutamente irriverente e fragorosamente divertente… in una baracca decisamente Beckettiana.





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Compagnia Paolo Papparotto Burattinaio

via Zenobio 14/a - 31100 Treviso

Tel. 0422/235033-3479265460

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